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Fragonard, Jean-Honoré

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Il periodo romano

Pittore francese (Grasse 1732-Parigi 1806). A Parigi, dove la famiglia si stabilì nel 1738, fu allievo di Chardin e Boucher, e dal 1752 di C. van Loo alla Scuola degli Élèves Protégés; recatosi a Roma, studiò con C. J. Natoire all'Accademia di Francia (1756-61). Se l'alunnato presso Boucher, la cui influenza è sensibile nelle opere giovanili (Pastorella, Vendemmiatrice, Chicago, collezione privata), basterebbe a giustificare il virtuosismo di Fragonard colorista e la sua facilità nel comporre, non vanno tuttavia trascurati, in quanto tappe essenziali della sua formazione, il soggiorno romano e il primo viaggio attraverso l'Italia nel 1761 (un altro seguì nel 1773), durante i quali Fragonard si esercitò nella copia dagli antichi maestri (Michelangelo, Raffaello, Pietro da Cortona, Barocci, Giordano, Solimena, Correggio), rivelando precisi orientamenti di gusto, e nello studio del paesaggio dal vero (Viale dei cipressi a villa d'Este, Vienna, Albertina; La tempesta, Parigi, Louvre). L'abate di Saint-Non, conosciuto a Roma dove Fragonard incontrò anche Greuze e si legò d'amicizia con H. Robert, incise ad acquaforte alcuni dei suoi numerosi disegni e appunti di viaggio del periodo italiano nelle serie Frammenti scelti dai Maestri Italiani e Raccolta di vedute disegnate d'appresso natura.

L'influenza dei pittori olandesi

Lo studio dei “piccoli maestri” dei Paesi Bassi (da Hobbema a Ostade a Terborch) e di Ruysdael, evidente nelle scene di genere e nei paesaggi, ma soprattutto dell'opera di Rubens, Rembrandt, Hals, indirizzò Fragonard verso brillanti soluzioni cromatiche esaltate dalla rapidità del tocco (evidentissima nei bozzetti e nei ritratti: L'abate di Saint-Non in costume spagnolo, Museo di Barcellona; La Musica e Il Canto, Louvre) che, con foga barocca, giunge a sgretolare ogni logica formale (H. Wölfflin), come nelle Bagnanti (Louvre). L'aver approfondito temi, tecniche e problematiche apparentemente discordanti non fa di Fragonard un abile eclettico; egli, al contrario, sostenuto da un'amplissima cultura figurativa, dominò l'impiego di tecniche e maniere, cimentandosi in soggetti storici (Geroboamo, Parigi, École des Beaux-Arts; Coreso e Calliroe, Louvre), di genere e quotidiani (Il bacio rubato, San Pietroburgo, Ermitage; Fanciulla che legge, Washington, National Gallery) e, con accenti originalissimi, nel paesaggio e nella scena mitologica (Festa a Saint-Cloud, Banca di Francia; Festa a Rambouillet, Lisbona, Fondazione Gulbenkian; Voto ad Amore, Louvre), spesso animati da una sensibilità lirica che altera la pura piacevolezza con esiti preromantici. I dipinti con scene erotico-galanti, perfettamente aderenti all'estetica settecentesca per la freschezza d'esecuzione e l'equilibrio del tono tra sorriso e audacia (L'altalena, Londra, Wallace Collection; Progressi dell'Amore nel cuore delle fanciulle, quattro tele per il padiglione di M.me du Barry a Louveciennes, 1771-73, New York, Collezione Frick; La camicia tolta, Louvre), costituiscono certo la parte più cospicua e nota, oltre che la più apprezzata dai contemporanei, dell'opera di Fragonard, che tuttavia non fu mai prigioniero di un genere che pure gli era congeniale.

Gli ultimi anni

Nell'ultimo periodo della sua vita, che fu sconvolta dalla Rivoluzione, fu conservatore dei Musei grazie all'appoggio di David. Del suo estro di disegnatore testimoniano le illustrazioni per le Favole di La Fontaine, per il Don Chisciotte e l'Orlando furioso. "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 7 pp 343-345" "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 7 pp 343-345"