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Francésca da Rìmini

figlia di Guido Minore da Polenta, andò sposa (1275) a Gianciotto Malatesta, signore di Rimini; sorpresa in flagrante adulterio con il cognato Paolo, fu uccisa insieme a lui da Gianciotto, fra il 1283 e il 1286. La vicenda dei due amanti ispirò Dante in uno dei più celebri canti della Divina Commedia(Inferno, V). In età moderna la vicenda di Francesca da Rimini ha ispirato drammaturghi come S. Pellico (1814-15), gli americani G. H. Boker (1855) e F. M. Crawford (1902), e G. D'Annunzio, che definì la sua Francesca da Rimini (1902) un “poema di sangue e di lussuria”. Larga fortuna ha avuto sulle scene l'opera lirica di R. Zandonai (1914), sul testo dannunziano.

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