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Francésco II (imperatore)

imperatore (Firenze 1768-Vienna 1835). Salito al trono a 24 anni per la morte prematura del padre Leopoldo d'Asburgo-Lorena (1792), fu un assertore convinto dell'assolutismo e concepì il governo e la burocrazia complessa e accentrata (che andò via via potenziando) come strumenti per l'applicazione della politica di un monarca. Dopo la condanna a morte di Maria Antonietta e di Luigi XVI, accentuò il carattere poliziesco e repressivo del suo regime, instaurando uno strettissimo controllo della stampa e degli ambienti intellettuali. La sua politica creò opposizioni combattute con decisione (Ungheria, Tirolo, Stiria e anche nella stessa capitale austriaca). Partecipò alle varie coalizioni contro la Francia rivoluzionaria e napoleonica, subendo gravi sconfitte e mutilazioni territoriali, tanto che dovette rinunciare (1806) al titolo di imperatore del Sacro Romano Impero per accontentarsi di quello, già assunto (1804), di imperatore d'Austria. Per allentare la pressione dell'espansionismo francese acconsentì (1810) a dare in sposa a Napoleone la figlia Maria Luisa e a partecipare alla campagna di Russia. Liquidati tutti i precedenti collaboratori, si affidò solo al Metternich (dal 1809) partecipando all'ultima decisiva coalizione contro Napoleone (1813). Recuperati, col Congresso di Vienna (1815), tutti i vecchi territori, eccetto i Paesi Bassi e i possedimenti della Germania occidentale, attuò nei confronti delle varie nazionalità dell'impero una politica centralistica e oppressiva opponendosi fermamente, nell'ambito della Santa Alleanza, alla concessione di qualsiasi riforma. Dovette inoltre affrontare una grave crisi economica e finanziaria causata dalle elevate spese belliche.