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Francofòrte sul Mèno

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(Frankfurt am Main). Città della Germania, nello Stato federato dell'Assia, 160 km a SE di Colonia, 98 m s.m., 687.775 ab. (2012), l'agglomerato urbano 1.875.141 ab. (2012).

Generalità

È situata sulle due rive del Meno, 25 km a monte della sua confluenza nel Reno, in un punto di agevole attraversamento del fiume. Sede del maggior aeroporto dello Stato (terzo in Europa, dopo quelli di Londra e Parigi), Francoforte sul Meno vanta un'importante Borsa valori e prestigiosi istituti economici, come la Banca Centrale Europea, e culturali, tra cui l'Università (1914) intitolata a J. W. Goethe, che qui ebbe i natali. Presso l'Istituto di ricerche sociali, nei primi anni Trenta del Novecento e poi, dopo la caduta del regime nazista e la fine della guerra, un gruppo di filosofi e sociologi – tra cui M. Horkheimer, Th. W. Adorno e H. Marcuse –, diede vita alla Scuola di Francoforte sul Meno, una scuola di pensiero incentrata sull'analisi della società fortemente critica dell'ideologia capitalistica.

Urbanistica

Sul castellum di età romana sorse la curtis regia merovingia (di ambedue non si conosce esattamente il sito), intorno alla quale crebbe il centro mercantile e bancario del Medioevo. Disposto a semicerchio attorno a questo nucleo primitivo, accentrato intorno alla piazza del mercato e fortificato da Corrado III (1138-1152), sorse, per volere di Federico I (1152-1190), un insieme urbano sistematicamente pianificato, l'Altstadt, i cui assi erano due arterie parallele in direzione EW (la Schnurgasse e la Töngesgasse). Contemporaneamente sorse sulla riva sinistra il primo sobborgo di Sachsenhausen. Il raddoppio dell'area urbana e la relativa cinta dei sec. XIV-XV assorbirono la crescita della città per tutto il sec. XVIII. Lo sviluppo industriale e demografico del sec. XIX determinò l'espansione decisiva con trasformazione della morfologia urbana. La cinta esterna venne sostituita da un impianto di circonvallazione che permise un iniziale ordine nella crescita e nell'aggregazione dei due sobborghi di Brockenheim e Offenbach, a N del vecchio nucleo non alterato. Dopo la stasi dovuta alla prima guerra mondiale, a iniziare dal 1925 la città risentì di una nuova amministrazione urbanistica e dell'intervento razionalista di E. May, che realizzò nuovi quartieri periferici autonomi (Siedlungen), secondo il modello pianificatore del decentramento, coordinati in un piano di espansione verso W. Dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale che distrussero il 60% della città, nel dopoguerra il sistema delle Siedlungen come centri satelliti autonomi è stato ulteriormente potenziato, mentre il centro è stato ricostruito secondo criteri di rinnovamento che non risolvono pienamente il rapporto tra monumenti e impianto moderno. Dagli anni Cinquanta agli anni Sessanta del sec. XX si assistette a una impietosa pianificazione tecnicistica, nel cui ambito si privilegiò la realizzazione di grandi infrastrutture urbane. Successivamente l'opulenza economica produceva una città tutta nuova su modello americano, con alti grattacieli ai margini del vecchio centro urbano. Nella seconda metà degli anni Ottanta nasceva l'esigenza di ritrovare un'identità culturale, di riqualificare il tessuto architettonico e urbanistico. Venivano invitati architetti scelti in ambito internazionale per affidare loro i tre principali nodi di riorganizzazione urbana: il rinnovamento dei musei, la ricostruzione della città storica e la sistemazione dell'area della Fiera.

Storia

Conosciuta in epoca carolingia con il nome di Franconofourt, dopo il Trattato di Verdun (843) fu designata quale capitale della Franconia orientale. Come città libera (dal 1245) acquistò prosperità grazie ai suoi commerci e il suo prestigio aumentò con la promulgazione della Bolla d'Oro per la quale la città diventava la sede delle elezioni dei re tedeschi. Fu esponente della Lega di Smalcalda (1536-46) e teatro di rivolte sociali (1612-16); fu occupata più volte dai francesi (1750, 1792, 1796) e fece parte della Confederazione del Reno (1806) finché (1810) Napoleone la volle capitale del Granducato di Franconia. Il Congresso di Vienna la elesse sede della Dietafederale e la riconobbe città libera. Nel 1866 fu annessa alla Prussia. Nel corso della seconda guerra mondiale fu duramente bombardata e per i gravi danni subiti fu necessario ricostruirla quasi interamente.

Arte

La città vecchia che sorge sulla sponda destra del fiume ha conservato la sua architettura medievale, con le facciate a travi a vista caratteristiche dell'Europa centrale. Al centro della Römerberg, la piazza principale della città, si innalza l'antico palazzo municipale (Römer), in stile gotico, restaurato insieme alle vecchie case che lo circondano. Tra le chiese di interesse architettonico il duomo (San Bartolomeo, sec. XIV-XV) con affreschi quattrocenteschi e arredi gotici, dove avvenivano le incoronazioni; la Nikolaikirche (sec. XIII); la Paulskirche (sec. XIX). Degli altri edifici antichi rimangono la Leinwand-Haus, sede dei drappieri (sec. XIV); il palazzo dei principi di Thurn und Taxis, dove si riuniva la Dieta della Confederazione tedesca (1816-1866); la casa natale di Goethe, tipico esempio di tardo barocco, oggi trasformata in museo. La sponda sinistra del fiume, sviluppatasi con le ampie ricostruzioni del secondo dopoguerra, annovera importanti esempi di architettura moderna; tra i grattacieli spiccano la torre della fiera (Messeturm), la torre della Commerzbank, la Maintower. Francoforte sul Meno offre anche un'ampia offerta museale. Nel Liebighaus (1907) si conservano ca. 12.000 sculture di ogni epoca e civiltà, dall'antichità orientale e classica al sec. XVIII; di particolare importanza sono quelle medievali, francesi e tedesche, oltre che la sezione degli avori. Il Museum für Kunsthandwerk, dedicato alle arti applicate, conserva un'eccezionale raccolta di opere dell'artigianato artistico europeo e asiatico. Da ricordare sono infine il Museum für Moderne Kunst (il nuovo allestimento è del 1991), il cui nucleo storico è costituito dall'arte americana degli anni Sessanta e che ospita importanti opere delle correnti artistiche dell'ultimo trentennio, e, nei pressi della casa natale del poeta – ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale – il Goethemuseum, con un'esposizione permanente di pitture, manoscritti e testimonianze dell'arte all'epoca di Goethe. In ambito europeo di particolare rilievo sono le iniziative della Schirn Kunsthalle che, oltre a ospitare mostre temporanee su artisti di diversi periodi storici, raccoglie documentazioni di opere del sec. XX. Lo Städelsches Kunstinstitut, grande museo di arte antica, moderna e contemporanea, possiede una delle maggiori pinacoteche della Germania. Particolarmente ben rappresentata è la pittura tedesca (Altdorfer, Holbein), soprattutto per quanto riguarda i sec. XIX e XX. Numerosi anche i dipinti delle scuole olandese e fiamminga, sia primitivi (Madonna di Lucca di Jan van Eyck; Madonna di Petrus Christus); sia del Seicento (Rembrandt, van Goyen, Hobbema, Ruisdael, Fabritius, Rubens). Nell'ambito della scuola francese prevalgono gli impressionisti, in quella italiana i pittori veneziani del Settecento (Piazzetta, Canaletto, Longhi, Tiepolo). Eccezionale importanza ha la raccolta dei disegni (ca. 19.000 pezzi) che abbraccia le scuole europee di ogni epoca e comprende opere di Dürer e di Holbein; il “quaderno” di fogli a penna di A. Elsheimer; pezzi eccezionali di Bellini, Mantegna, Tiziano, Raffaello, Tintoretto, Tiepolo, Canaletto, Gian Antonio Guardi e ancora di Watteau, Boucher, Fragonard; due disegni a punta d'argento di van Eyck; la ricchissima documentazione dell'opera grafica degli espressionisti Beckmann e Kirchner. La città ospita anche una sede della Deutsche Bibliothek, la biblioteca nazionale.

Danza

Accanto all'opera lirica e alla prosa, un'attività di balletto è sempre stata coltivata presso il locale Teatro Municipale. A parte la fugace presenza, nella prima decade del Novecento, di Heinrich Kröll, nessuna altra personalità tedesca si è messa in luce in questo campo e il secondo dopoguerra è stato piuttosto dominato dall'influenza britannica e statunitense, con la direzione di Walter Gore (1957-59), Todd Bolender (1966-69) e John Neumeier (1969-73). Con la nomina a direttore artistico, nel 1984, di William Forsythe e la creazione, nel 1989, di una compagnia indipendente sotto la sua direzione, il Balletto di Francoforte (Frankfurt Ballett) ha acquisito rapidamente il profilo di una compagine di superiore livello internazionale. Il Frankfurt Ballett ha chiuso la sua attività con la stagione 2003-04 ma, a partire dal gennaio 2005, la compagnia francofortese ha ripreso, con la denominazione di Forsythe Company, la sua prestigiosa attività sui palcoscenici internazionali.

Economia

La favorevole posizione all'incrocio di importanti vie di comunicazioni fluviali e terrestri determinò il rapido sviluppo della città, che fin dal Medioevo fu sede di importanti fiere commerciali. Nel sec. XIX la tradizionale attività commerciale ricevette nuovo impulso dalla canalizzazione del Reno, dalla costruzione del porto fluviale, dalla fondazione di potenti istituti bancari e dall'installazione di grandi complessi chimici, farmaceutici, metallurgici, tessili, meccanici, automobilistici, elettrotecnici e alimentari. Nel corso del sec. XX Francoforte sul Meno si è affermata come il centro finanziario della Germania, anche se la sua Borsa iniziò la sua attività fin dal 1585. La potente dinastia finanziaria dei Rotschild prese le mosse da qui per fondare il suo impero bancario internazionale. Dal 1998 ospita la sede della Banca Centrale Europea. Particolarmente sviluppati anche il commercio, i settori del terziario, dell'editoria e delle telecomunicazioni, oltre alla ricerca universitaria orientata soprattutto verso il settore delle biotecnologie. La sua florida economia è stata negli anni favorita dall'efficiente rete di collegamenti stradali, ferroviari e fluviali che ne fa uno snodo fondamentale per ogni tipo di traffico commerciale nel cuore dell'Europa. A questo si aggiunga il fatto che l'aeroporto di Francoforte sul Meno, a ca. 10 km a SW dal centro, è tra i maggiori scali continentali.

Curiosità

Francoforte sul Meno è tradizionalmente legata alle manifestazioni fieristiche: la Fiera d'Autunno (Herbstmesse) e la Fiera di Quaresima (Fastenmesse), risalenti rispettivamente al 1240 e al 1330, godettero di larghissima partecipazione europea. Oggi è soprattutto nota per alcune manifestazioni fieristiche di importanza internazionale: la Fiera dell'automobile, dell'informatica ma soprattutto la Fiera del Libro (Buchmesse); quest'ultima richiama ogni anno migliaia editori da tutto il mondo e viene organizzata, dal 1949, dall'Unione dei Librai Tedeschi (Börsenverein des Deutschen Buchhändels), già ideatori della Fiera del Libro di Lipsia.

Bibliografia

H. K. Zimmermann, Der Wiederaufbau der Altstadt in Frankfurt am Mein, Deutsche Kunst und Denkmalpflege, Francoforte, 1953; W. Kramer, Neue Ausgrabungen in Deutschland, Berlino, 1958; P. Menne, Die Stadt Frankfurt am Main und ihr Raum, Francoforte sul Meno, 1964; M. Schramm, Das Industriegebiet Frankfurt am Main-Ost, Francoforte sul Meno, 1971; A. Van Heyenoort, Frankfurt am Main, Stoccarda, 1986.