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Friedlander, Lee

fotografo statunitense (Aberdeen 1934). Allievo di E. Kaminski all'Art Center School di Los Angeles negli anni 1953-55, vincitore di varie borse di studio, agli esordi della sua attività è stato profondamente influenzato dall'opera di W. Evans e R. Frank. Ha mosso i primi passi collaborando con varie testate giornalistiche, tra cui Esquire, Sports Illustrated, Art in America. Nel 1967 la mostra New Documents, realizzata insieme a D. Arbus, gli ha aperto la strada del successo e del riconoscimento internazionale, culminata nella pubblicazione di Self-portrait (1970). Dedicatosi all'insegnamento universitario a Los Angeles e a Huston, nel 1976 ha dato alle stampe il volume fotografico The american monument, percorso da una critica pungente alla società postindustriale e ai suoi fragili miti. Meritano inoltre una menzione i volumi Flowers and Trees (1981), Factory Valley (1982) e Nudes (1991). Friedlander non è interessato ai grandi spazi, ma alle visuali anguste, alla vita quotidiana nelle strade cittadine. Tema prediletto è la metropoli, irta di insegne e sovrastrutture, resa come un frenetico labirinto di simboli che annullano ogni individualità. L'uomo non solo si perde nel caos urbano, ridotto a un fuggevole riflesso su una vetrina, ma non è protagonista neppure del paesaggio naturale, anch'esso snaturato dalle inquietanti icone della “civiltà”. Anziché puntare l'obiettivo contro le manifestazioni più drammatiche del consumismo, lanciando messaggi di aperta denuncia sociale, Friedlander insinua nello spettatore un senso di straniamento e malessere con uno stile in apparenza dimesso, che sembra richiamare le istantanee scattate dai dilettanti.