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Fromm, Erich

psicanalista tedesco (Francoforte 1900-Muralto, Locarno, 1980). Studiò psicologia a Monaco, Francoforte e Heidelberg; specializzatosi in psicanalisi nell'Istituto psicanalitico di Berlino, fondò con la moglie Frieda Fromm Reichmann, anch'essa psicanalista, l'Istituto psicanalitico di Heidelberg. All'avvento del nazismo, emigrò (1934) negli Stati Uniti, dove si dedicò alla pratica psicanalitica presso il Chicago Psychoanalytical Institute, pur insegnando anche all'Università Nazionale di Mexico. Definì una nuova “scienza dell'uomo”, partendo dalle teorie di Freud e contaminandole con elementi del marxismo e delle filosofie orientali, come il buddhismo. Nella sua concezione, il dramma dell'uomo moderno consiste nella lontananza tra strutture sociali e singolo. Fra le opere principali: Escape from Freedom (1941; Fuga dalla libertà), The Sane Society (1955; La saggia società), The Heart of Man (1964; Il cuore dell'uomo). In To Have or to Be? (1977; Avere o essere?) la sua critica della società attuale assume toni profetici: Fromm distingue tra due modalità di esistenza, la prima, l'“avere”, basata sul consumo e sul possesso, la seconda, l'“essere”, basata sul recupero dei fondamentali valori della persona e sulla comunicazione con gli altri.

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