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Fujiwara

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Storia

Antica famiglia giapponese che per buona parte del periodo Heian diede al Paese ministri e governanti abilissimi. Capostipite fu Nakatomi no Kamatari che ricevette dall'autorità imperiale il cognome di Fujiwara. I suoi discendenti riuscirono gradatamente a monopolizzare il potere attraverso una politica matrimoniale che consentì di inserire un numero sempre maggiore di donne nella famiglia imperiale. Poiché, a causa delle frequentissime abdicazioni, l'imperatore era spesso un giovinetto, il nonno materno, quasi sempre un Fujiwara, assumeva la carica di sesshô (reggente). La carica di kampaku o maestro di palazzo, istituita nell'885, fu per un lungo periodo privilegio dei Fujiwara, la cui supremazia durò per più di due secoli e raggiunse il massimo fulgore con Michinaga (966-1027).

Arte

Nel quadro della civiltà giapponese dell'epoca Heian, caratteri particolari ebbero le manifestazioni artistiche prodottesi durante il periodo in cui maggiore fu il potere esercitato dalla grande famiglia dei Fujiwara che ha dato il nome al periodo artistico (866-1160) e alla quale è legato uno dei momenti più alti e irripetibili della storia e della civiltà del Giappone. Le testimonianze più significative del periodo Fujiwara sono espresse soprattutto nella letteratura, nell'architettura dei palazzi (shinden-zukuri) e nella pittura dei rotoli (emakimono), con illustrazioni narrative di vita contemporanea e di episodi storici. Raffinati cultori dell'arte, i Fujiwara parteciparono direttamente alle vicende artistiche del loro tempo, fornendo poeti e pittori per quasi tre secoli (sec. X-XII). Tra gli artisti Fujiwara fioriti in quest'epoca nell'ambito della pittura nazionale Yamato e in quello delle scuole di Kasuga e Tosa, si distinse (sec. XI), sul quale però mancano notizie e rare sono le opere a lui riferite. Motomitsu è ritenuto il capostipite della dinastia dei pittori Fujiwara e gli viene attribuita la fondazione della scuola di Kasuga; altre fonti riferiscono questi titoli a Takayoshi (sec. XI-XII), capo dell'Ufficio Imperiale di Pittura e della scuola di Kasuga (nome di un tempio shintoista nei pressi di Nara, dove era attiva una scuola di pittura sostenuta dalla famiglia Fujiwara, che vi era anche rappresentata con numerosi pittori e calligrafi) e al quale, dal sec. XVIII, sono attribuiti, peraltro con non sufficienti elementi validi, i 19 quadri contenuti nei quattro rotoli orizzontali superstiti del ciclo del Genji-Monogatari-Emakimono, eseguito verso il 1120 e ispirato al romanzo classico scritto dalla dama di corte Murasaki Shikibu verso il Mille. Più sicuri sembrano, tuttavia, i riferimenti al figlio di Takayoshi, Takachika (fiorito alla fine della prima metà del sec. XII), ritenuto a sua volta il vero capostipite dei pittori Fujiwara e il primo ad assumere il cognome d'arte di Kasuga, mutato poi in quello di Tosa dal figlio di Takachika, Tsunetaka (sec. XII-XIII), che adottò il nome della scuola da lui fondata e le cui tradizioni stilistiche giungono fino alla pittura del Giappone moderno. Tra gli altri e più importanti pittori Fujiwara, con opere a loro attribuite, vengono ricordati Mitsunaga (m. 1187), ritenuto autore, tra l'altro, dell'emakimono Ban Dainagon Ekotoba (Tōkyō, collezione Sakai); Takanobu (1142-1205), autore dei famosi ritratti di Fujiwara Mitsuyoshi e di Minamoto-no Yoritomo (Kyōto, Jingo-ji), e suo figlio Nobuzane (1176-1265/68), pure importante ritrattista (ritratti di poeti nella Freer Gallery of Art di Washington) e al quale è attribuito l'emakimono Murasaki Shikibu no Nikki. Ancora della dinastia Fujiwara vengono citati i pittori Yukinaga (fine sec. XII), Yoshitsune (1169-1206), Tametsugu (m. 1265), Tamenobu (m. 1306), Yoshimitsu (1287-1330), Hidenobu (sec. XIII), Takaaki (sec. XIV).

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