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Fuksas, Massimiliano

architetto e urbanista italiano (Roma 1944). Laureatosi in architettura all'Università di Roma, dal 1971 al 1978 ha svolto attività didattica e di ricerca presso l'Istituto di storia dell'architettura di tale università e nel 1995 è stato nominato professore alla Akademie der Bildenden Künste di Vienna. Notevole impegno ha dedicato all'attività progettuale, sia in campo architettonico sia urbanistico, interessandosi soprattutto allo studio dei problemi urbani e, in particolare, delle periferie metropolitane. Tra le realizzazioni di Fuksas, che è stato a lungo più conosciuto all'estero che in Italia, ricordiamo: la sistemazione urbanistica dell'area del vecchio porto giapponese di Nagasaki (1991), la ristrutturazione del quartiere di abitazioni Candie Saint-Bernard, a Parigi (1992), il piano di riqualificazione urbanistica del quartiere della stazione di Friedrichstrasse a Berlino (1992), il restauro, l'ampliamento e la trasformazione in ospedale per lunga degenza dell'Hôtel Dieu di Chartres (1996), il Mall Europark a Salisburgo (1996), il progetto di sistemazione urbanistica della Place des Nations a Ginevra (1996). Nei primi anni del 2000, oltre che all'estero (liceo Maximilien Perret ad Alfortville, Parigi; e due torri per uffici e un quartiere di abitazioni alla Wienerberger City; Vienna), Fuksas ha operato in Italia, progettando, a Torino, la nuova sede della Regione Piemonte, articolata in due elementi, una torre per uffici e un edificio più basso destinata a ospitare un centro congressi, e, a Roma, il centro congressi e la nuova sede dell'Agenzia Spaziale Italiana. Nel 2004 ha realizzato il quartier generale delle distillerie Nardini a Bassano del Grappa, mentre nel 2005 ha realizzato il polo Fiera Pero-Rho a Milano. Nel 2006 ha realizzato il Palazzo dello Sport (PalaFuksas) per le XX Olimpiadi invernali di Torino. Nel 1994, Fuksas è stato nominato architetto consulente presso le commissioni urbanistiche delle città di Berlino (Beirat für Stadtgestaltung) e Salisburgo (Gestaltungsbeirates) e nel periodo 1998-2001 è stato direttore della sezione architettura della Biennale di Venezia, nell'ambito della quale ha curato la mostra "Meno estetica, più etica". Nel gennaio 2000 è diventato il responsabile della rubrica di architettura del settimanale L'Espresso, per molti anni tenuta da Bruno Zevi.

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