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Gèla (città)

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comune in provincia di Caltanissetta (84 km), 46 m s.m., 277,37 km², 77.175 ab. secondo una stima del 2007 (gelesi), patrono: Maria Santissima dell'Alemanna (8 settembre).

Generalità

Città della costa del canale di Sicilia, situata alla destra della foce del fiume Gela, allo sbocco della piana omonima. L'abitato si estende su un dolce rilievo sabbioso parallelo alla costa, con pianta a scacchiera fortemente allungata sull'asse del corso Vittorio Emanuele. Netta è la separazione dei vari quartieri cittadini: da un lato la città vecchia, dall'altro gli insediamenti residenziali di Capo Soprano e di Macchitella, fuori dal centro storico.

Storia

Colonia dorica fondata dai rodio-cretesi nel 689 a. C., prosperò rapidamente, tanto che nel 580 a. C. fondò a sua volta la subcolonia di Akragas (Agrigento). Raggiunse la sua maggior potenza sotto i tiranni Cleandro (505-498 a. C.) e Ippocrate (498-491 a. C.), cui succedette Gelone, che divenuto tiranno di Siracusa lasciò la reggenza della città al fratello Gerone, trasferendo però la maggior parte della popolazione a Siracusa (482 a. C.). Dopo la fine della tirannide (466 a. C.), la città dapprima rifiorì, ma, distrutta dai Cartaginesi nel 405 a. C., si avviò a rapida decadenza. Nuovamente ripopolata e fortificata per iniziativa di Timoleonte (338 a. C.), subì una seconda distruzione a opera dei Mamertini nel 282 a. C. e, l'anno successivo, i suoi abitanti furono accolti nella città di Phintias (l'odierna Licata) dal tiranno di Agrigento Finzia. Il luogo dell'antica Gela rimase abbandonato fino al 1230, quando Federico II di Svevia fondò sulle sue rovine una nuova città, alla quale fu imposto però il nome di Terranova, che conservò fino al 1862, quando lo mutò in Terranova di Sicilia, denominazione rimasta fino al 1927.

Arte

L'interesse artistico di Gela è dato soprattutto dai ritrovamenti archeologici relativi alla città antica, che si estendeva sulla bassa collina sabbiosa che corre parallela al mare, in gran parte occupata, adesso, dalla città moderna. Gli scavi del Parco della Rimembranza hanno messo in luce una parte dell'acropoli con i resti di due templi di Atena (sec. VI e V a. C.), sul lato meridionale, e un quartiere di case private e botteghe del sec. IV a. C., sul lato settentrionale. Questo quartiere, sistemato a terrazze, si sovrappose alle mura arcaiche e ai sacelli di precedenti santuari. A Capo Soprano è stato rimesso in luce un lungo tratto delle cosiddette “mura di Timoleonte” (sec. IV a. C.), costruite in blocchi di pietra e mattoni crudi, oltre a un impianto termale di età ellenistica. Intorno a Gela sono stati scoperti i resti di numerosi santuari extraurbani, tra cui è notevole quello di Demetra Thesmophoras, in località Bitalemi. Nel Museo Archeologico Regionale, situato in prossimità dell'acropoli, è possibile ammirare il ricco materiale rinvenuto nel corso degli scavi, tra cui un'importante raccolta di terrecotte.

Economia

La principale risorsa economica di Gela è rappresentata dall'industria petrolchimica, che, avviata dopo il 1956 in seguito al ritrovamento nel territorio comunale di alcuni piccoli giacimenti di petrolio, lavora per lo più greggio di importazione. È attiva una centrale termoelettrica. Numerosi sono gli altri settori industriali rappresentati, tra cui soprattutto quelli metalmeccanico, cantieristico, alimentare, dei materiali da costruzione, del legno e dell'abbigliamento. Un peso rilevante ha l'agricoltura: nella piana di Gela, grazie a un'efficiente sistema di irrigazione alimentato dal lago artificiale del Disueri, si coltivano cotone, primizie ortofrutticole, uva da vino (cerasuolo di Vittoria DOC), olive, agrumi e cereali; fiorenti sono inoltre il commercio dei prodotti agricoli e la pesca. Molto vivace è l'attività del porto, il secondo dell'isola. Il turismo è favorito dalla pittoresca posizione e dalle belle spiagge, con buone attrezzature balneari nelle località di Macchitella, Roccazzelle e Manfria.

Curiosità e dintorni

Caratteristiche, il 19 marzo, sono le cosiddette “Cene” di San Giuseppe: in molte case vengono imbandite delle mense con enormi quantità di pietanze, cui vengono invitate tre persone, per lo più bambini indigenti, che rappresentano la Sacra Famiglia. Durante la festa patronale si svolge una partecipata processione per le vie del paese; si organizza inoltre un'originale sfida di abilità, di antica tradizione, la “cuccagna a mare”, in cui il palo della cuccagna viene collocato orizzontalmente sulla superficie dell'acqua e insaponato per renderlo scivoloso. Nei dintorni, sul monte Disueri, si trova la più importante necropoli sicula dopo quella di Pantalica, con circa duemila tombe rupestri scavate nella roccia, che hanno restituito vari reperti della tarda Età del Bronzo e dell'Età del Ferro.