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Gènga, Giròlamo

pittore e architetto italiano (Urbino 1476-1551). Formatosi come pittore sugli esempi del Signorelli e del Perugino, ne riprese moduli tipici tradotti con gusto arcaistico, affiancandoli in seguito a spunti da Raffaello (Madonna col Bambino, San Giovannino, i quattro dottori della chiesa e santi, 1517-18; Milano, Brera) e dal Sodoma (Martirio di San Sebastiano, 1535; Firenze, Uffizi). Abile scenografo (in Urbino: apparati per le nozze di Francesco Maria I con Eleonora Gonzaga nel 1509; allestimento, per la Calandria, commedia del Bibbiena e altri copioni durante il Carnevale del 1513, di una scena fissa prospettica, la seconda dopo quella ideata a Ferrara da Pellegrino da Udine), architetto con atteggiamento tipicamente manierista, affine in certo modo a quello di Giulio Romano, Genga trasferì le innovazioni scenografiche di Peruzzi nella ricerca architettonica, con esiti di grande libertà espressiva specialmente nei lavori per la villa dell'Imperiale (1523-35) a Pesaro, da lui stesso decorata ad affresco. Tra le altre opere architettoniche si ricordano il restauro della rocca di Gradara e del Palazzo Ducale di Pesaro e la chiesa di S. Giovanni Battista, iniziata nel 1543 e condotta a termine dal figlio Bartolomeo.

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