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Gènte in Aspromónte

raccolta di novelle di C. Alvaro, pubblicata nel 1930. Protagonisti dell'opera sono i pastori calabresi con la loro vita di stenti e di dolore, che li costringe alla tragica scelta tra una disperata rassegnazione e una cieca violenza. Un atavico fatalismo grava sia nel primo racconto, che dà il titolo alla raccolta, ispirato al mito verghiano della “roba”, sia nei racconti successivi, nei quali predomina una sensualità cupa e selvaggia.

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