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Günther, Johann Christian

poeta tedesco (Striegau, Slesia, 1695-Jena 1723). Studiò medicina a Francoforte e a Wittenberg e fu seguace del razionalismo di Leibniz e Wolff. Le sue prime poesie satiriche gli costarono una rottura violenta col padre che gli tolse i mezzi di sussistenza, facendo indirettamente fallire ogni tentativo d'integrazione sociale e inducendolo a rinunciare anche all'amata Leonore, cui si riferiscono le sue liriche più eccelse. I Deutsche und lateinische Gedichte (1724-35; Poesie tedesche e latine) comprendono canti goliardici anacreontico-pastorali, canti spirituali di forte carica tragica e i canti d'amore, specie di diario amoroso che fa scorgere in lui, spregiudicato verso i filistei e l'ortodossia luterana, un anticipatore dello Sturm und Drang e un “poeta maledetto” ante litteram. In un'epoca ostile all'individualità sia nella vita sia nella poesia, Günther fu l'unico a fare della sua stessa vita materia di poesia, calandola nella confessione diretta di uno stato d'animo autentico e profondo.