Questo sito contribuisce alla audience di

Gabon (Stato)

Guarda l'indice

(République Gabonaise). Stato dell'Africa centrale (267.667 km²). Capitale: Libreville. Divisione amministrativa: province (9). Popolazione: 1.375.000 ab. (stima 2008). Lingua: francese (ufficiale), bantu. Religione: cattolici 49,6%, animisti/credenze tradizionali 19%, protestanti 18,2%, altri 13,2%. Unità monetaria: franco CFA (100 centesimi). Indice di sviluppo umano: 0,729 (107° posto). Confini: Guinea Equatoriale e Camerun (N), Repubblica del Congo (S e E), Oceano Atlantico (W). Membro di: OCI, ONU, UA e WTO, associato UE.

Generalità

Si trova nell'Africa equatoriale; dotato di ampie risorse, è stato scarsamente valorizzato all'epoca della colonizzazione francese, conclusasi nel 1960 con la proclamazione dell'indipendenza. Nonostante una diseguale ripartizione della ricchezza, all'inizio del XXI secolo il Gabon appare come uno degli Stati africani dall'economia più fiorente, grazie anche al fatto che la sua popolazione è cresciuta a un ritmo modesto rispetto all'estensione del territorio. La struttura economica rimane però debole, perché non ha facilitato lo sviluppo di produzioni destinate al mercato locale né sistemi di erogazione di servizi economicamente sostenibili. La realtà è dunque quella di uno Stato con un potenziale non ancora adeguatamente sfruttato: ne sono testimonianza, da un lato, la persistente povertà in cui versa la maggior parte della popolazione, come sottolineato dai principali indicatori demografici e sociali; dall'altro, la profonda arretratezza sul piano dell'assetto del territorio nonché lo scarso sviluppo economico.

Lo Stato

In base alla Costituzione del 1991, modificata nel 2003, il Gabon è una Repubblica presidenziale multipartitica. Capo dello Stato è il presidente della Repubblica, eletto per 7 anni a suffragio diretto; egli, insieme con il suo partito (Partito democratico gabonese PDG), detiene il potere assoluto. Il Parlamento è formato dall'Assemblea nazionale e dal Senato; i cui membri sono eletti a suffragio universale per 5 anni. Il presidente della Repubblica presiede il Consiglio superiore della magistratura. La Corte suprema, massimo grado di giudizio del Paese, è composta da tre Camere: giudiziaria, amministrativa e dei conti, e ha sede a Libreville. Quindi troviamo le corti d'Appello, a Libreville e Masuku, e i Tribunali di prima istanza. Inoltre nella capitale ha sede la Corte per la sicurezza dello Stato. É in vigore la pena di morte, ma le esecuzioni non hanno luogo dal 1981. Le forze armate, suddivise nelle tre armi tradizionali, sono affiancate dalla forza paramilitare di polizia. Il servizio militare viene effettuato su base volontaria. Le prime scuole furono fondate nel 1863 dalle monache di Saint-Joseph de Cluny. La scuola dell'obbligo fu istituita nel 1959. Lo sviluppo del sistema educativo ha avuto un grande impulso dalla costruzione di edifici scolastici pubblici e di scuole gestite dalle missioni. L'istruzione è obbligatoria dai 6 ai 16 anni di età. L'educazione primaria comincia a 6 anni e dura fino ai 12, quella secondaria si articola in due cicli, il primo di 4 anni, che completa il periodo dell'obbligo, e il secondo di 3. Il tasso di analfabetismo nel Paese riguarda il 13,8% (2007) della popolazione. Le sedi universitarie più importanti si trovano a Libreville e Owendo.

Territorio: geografia fisica

Il Gabon si estende in gran parte sulla dorsale che chiude a NW il bacino congolese, declinando verso W all'oceano Atlantico. Il territorio poggia su uno strato di rocce archeozoiche, porzione dell'imbasamento cristallino che interessa pressoché tutto il continente; ricoperto da formazioni paleozoiche, poi lungamente peneplanate, esso fu soggetto a vigorose spinte verticali, verificatesi in concomitanza con la nascita della depressione congolese. Tali sollevamenti fecero emergere alcuni massicci cristallini (monti di Cristallo, monti del Chaillu ecc.), elevati in media 800-1000 m, e che nei monti Birougou raggiungono i 1190 m. Morfologicamente predominano, però, le distese aperte, tabulari, con vasti altopiani intagliati da valli molto ampie. Strati sedimentari del Cretaceo (Mesozoico) e del Cenozoico, dovuti a estese ingressioni marine, occupano la fascia pedemontana che scende alla pianura costiera; questa, in gran parte formata da alluvioni del Neozoico (Quaternario), è particolarmente ampia in corrispondenza della foce dell'Ogooué, dove tocca i 150 km di larghezza, mentre la media è di 30 km. La costa, che si sviluppa per 800 km, è caratterizzata nel tratto settentrionale, sino a capo Lopez, da ampie baie e profondi estuari, con buoni porti naturali (Libreville, Port-Gentil); il più esteso settore meridionale, sino al confine con il Congo, è invece basso e lagunoso, per la presenza di banchi sabbiosi accumulati dalla corrente del Benguela che hanno colmato le antiche insenature. Il territorio corrisponde in buona parte al bacino idrografico dell'Ogooué, fiume che con ampio arco attraversa tutto lo Stato, gettandosi nel golfo di Guinea con un vasto delta, la cui cuspide è il capo Lopez. Altri tributari dell'oceano Atlantico, tutti però nettamente inferiori all'Ogooué, autentico asse vitale per il Paese, sono a N il Gabon (il cui vastissimo estuario ospita il porto di Libreville) e a S il Nyanga; ricchi d'acqua grazie alle copiose precipitazioni, i fiumi gabonesi costituiscono delle buone vie di navigazione interna e sono largamente usati per la fluitazione del legname. Attraversato dall'equatore, il Gabon è caratterizzato da temperature costantemente elevate e da precipitazioni abbondanti. Contribuiscono a limitare gli eccessi termici la corrente fredda del Benguela nell'area costiera e l'altitudine nell'interno; così per esempio Port-Gentil ha una temperatura media annua di 26 ºC (27 ºC a gennaio, 23 ºC a luglio) e Makokou, posta a 516 m d'altitudine, ha una media di 24 ºC (24,5 ºC a gennaio, 21,5 ºC a luglio): in genere si hanno raramente massimi superiori ai 30 ºC e minimi inferiori ai 20 ºC. Le precipitazioni, che si aggirano in media sui 1800-2000 mm annui, sono più copiose lungo le coste settentrionali e sui versanti occidentali dei rilievi interni, direttamente investiti dai venti atlantici; si hanno massimi di 3000 e persino 4000 mm annui nell'estrema sezione nordoccidentale, al confine con la Guinea Equatoriale, ma anche le meno irrorate zone dell'interno non ricevono una quantità inferiore ai 1400-1500 mm annui di piogge. La distribuzione delle precipitazioni è assai regolare, legata agli spostamenti zenitali del Sole e quindi all'estendersi delle masse d'aria di origine continentale verso l'equatore: nei mesi dell'estate australe, specie da gennaio a maggio, si ha il periodo delle grandi piogge, mentre nell'inverno australe (maggio-settembre) si ha la stagione secca.

Territorio: geografia umana

I primi abitatori sembra siano stati i pigmei, gruppo etnico di cacciatori e raccoglitori ben adattati, qui come altrove nell'Africa equatoriale, alla densa foresta pluviale. I pigmei sono oggi ridotti a qualche migliaio di individui, rappresentati per lo più dai babinga, stanziati nel Gabon settentrionale, ma già in larga misura bantuizzati. La quasi totalità della popolazione appartiene, infatti, a varie stirpi bantu: il gruppo più numeroso e importante è quello dei fang (28,6%); seguono gli eshira-epunu (10,2%), i njebi (8,9%), gli mbédé (7%), i bakota (4%), gli omyené (4%); le numerose altre etnie presenti costituiscono il 37,3%. I fang, giunti tra il sec. XVI e il XVII provenendo dal Nord sotto la spinta dei popoli sudanesi, invasero il Paese, di cui sono tuttora l'elemento più attivo e intraprendente, e vi svilupparono un'economia fondata sull'agricoltura itinerante. Nel passato la tratta degli schiavi, che nel Gabon ebbe uno dei più ricchi territori di razzia, contribuì a mantenere basso il numero degli abitanti, ulteriormente decimati dalle malattie tropicali, come la febbre gialla, la tripanosomiasi, la lebbra: non a caso proprio nel Gabon il dottor Schweitzer esplicò la propria azione umanitaria, fondando nel 1913 il famoso lebbrosario di Lambaréné. La densità media è di 5 ab./km², con una distribuzione irregolare, condizionata dalla contrapposizione tra intensi processi di urbanizzazione e tradizionali forme di insediamento rurale. Il rapido sviluppo della capitale, di Port-Gentil e di Franceville ha determinato un forte esodo rurale e una elevatissima concentrazione di popolazione nelle aree urbane (83,6% nel 2005), una delle maggiori di tutto il continente africano. Le diverse etnie vivono separate, ciascuna nella propria provincia di origine; solo il recente esodo dalle campagne ha permesso il mescolarsi delle popolazioni a Libreville, a Port-Gentil e a Franceville, ma anche in città i Gabonesi si riuniscono nei quartieri più poveri in base al loro gruppo etnico.

Territorio: ambiente

Dato il clima prevalentemente caldo e umido, gran parte del Paese è ricoperta dalla densa foresta equatoriale, ricca di specie vegetali assai pregiate, tra cui l'okoumé. Nella zona centromeridionale del Gabon, dove le precipitazioni si fanno meno abbondanti, la foresta equatoriale cede il posto a bassi allineamenti collinari ricoperti dalla foresta parco e persino da formazioni savaniche. Lungo le coste sono abbondanti le paludi di mangrovie, che rendono difficile l'accesso al mare e che, solo in prossimità delle foci dei due fiumi, sono state abbattute per lasciare spazio alle risaie e alle piantagioni di palma da olio. Le foreste sono ricche di vita animale, dalle radici fin sopra le chiome degli alberi: serpenti, vipere, pitoni, ricci, porcospini e tartarughe vivono sul fondo della foresta; scoiattoli, scimmie, babuini, tucani e pappagalli africani popolano le fronde e i rami degli alberi; coccodrilli e ippopotami occupano le rive dei fiumi, mentre antilopi, leoni, gorilla, pantere, bufali ed elefanti popolano le vaste pianure. Malgrado l'abbondanza di foreste, la deforestazione rimane la minaccia più seria per la conservazione del territorio. Il 15,7% del territorio nazionale è ufficialmente protetto sotto forma di parchi nazionali, 13 in tutto, aree venatorie, riserve faunistiche, riserve della biosfera ecc. Inoltre il Paese possiede una zona dichiarata patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO: il Paesaggio culturale ed ecosistema di Lopé-Okanda (2007). In queste aree teoricamente è proibito cacciare, ma il bracconaggio e la pesca illegale, a causa della difficile applicazione della legge, sono fortemente diffusi.

Economia: generalità

Paese ricco, largamente favorito quanto a risorse minerarie e forestali , il Gabon è, sotto certi aspetti, uno degli Stati africani che maggiormente esprime le profondissime contraddizioni economiche del continente. A partire dall'indipendenza il Paese ha fatto largo, e non sempre oculato, uso delle risorse petrolifere di cui è molto ricco e la sua economia ha cominciato a crescere. Avendo però da sempre dato largo spazio alle iniziative straniere il Paese è profondamente dipendente dai prestiti internazionali, in particolare della Francia, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale: alto è quindi il debito estero. Negli ultimi decenni del XX secolo la diminuzione del prezzo del greggio, il calo delle quotazioni del dollaro avevano appesantito l'indebitamento con l'estero e costretto le autorità ad avviare un programma di riforme, che prevedeva la ristrutturazione delle imprese pubbliche, e ad attuare una politica economica di relativa austerità per riassestare le finanze statali. I risultati di queste politiche, uniti alla ripresa della crescita del prezzo del greggio, hanno cominciato a vedersi nel primo decennio del Duemila: il Gabon registrava nel 2008 un PIL di 14.519 ml di $ USA e un PIL pro capite tra i più alti dell'intero continente africano (9.987 $); rimangono da risolvere alcuni problemi, come l'insufficiente produzione alimentare, la scarsa diversificazione dell'industria e, soprattutto, la carenza di buone vie di comunicazione.

Economia: agricoltura, foreste, allevamento e pesca

L'agricoltura è estremamente arretrata ed essenzialmente rivolta all'immediato consumo locale. Le colture principali sono la manioca, il mais e le batate, mentre un ruolo assai limitato hanno alcune coltivazioni commerciali (caffè, cacao, banane ecc.); il Paese deve importare quantitativi molto ingenti di generi alimentari. Scarso rilievo rivestono sia l'allevamento (ostacolato dalle condizioni ambientali) sia la pesca, nonostante il Paese disponga di acque pescose, percorse dalla corrente fredda del Benguela e quindi ricche di plancton. Le foreste coprono ca. 80% del territorio e hanno a lungo rappresentato la principale risorsa economica del Gabon, fornendo elevati quantitativi di legname pregiato, specie di okoumé, impiegato per la fabbricazione del compensato; lo sfruttamento forestale è controllato dallo Stato che, per timore di un eccessivo impoverimento di okoumé, ha avviato un vasto programma di rimboschimento.

Economia: industria e risorse minerarie

Le attività industriali, data anche l'esiguità del mercato interno, non hanno grande rilievo; le attività più importanti riguardano la prima lavorazione dei minerali e soprattutto del legno: a Port-Gentil, dove il legname arriva per fluitazione sul fiume Ogooué, funziona uno dei maggiori stabilimenti di compensati, cui vanno aggiunte numerose segherie. Sempre a Port-Gentil sono per lo più concentrate le altre industrie, che riguardano essenzialmente il settore alimentare (birrifici, complessi molitori, oleifici). Il sottosuolo del Gabon è molto ricco di risorse, ma la carenza di infrastrutture ne impedisce un adeguato sviluppo. Lo sfruttamento minerario riguarda in particolare il petrolio, seguono il manganese, il gas naturale, cui si aggiungono più modesti apporti di ferro, fosfati, oro e diamanti. Nel 1999 è cessata l'estrazione di uranio, ormai esaurito. Sono stati invece scoperti nuovi giacimenti di barite, talco, niobio, piombo, zinco e rame che hanno alimentato la speranza di una crescita ulteriore di questo settore.

Economia: commercio e comunicazioni

Le esportazioni, che includono soprattutto petrolio (che da solo costituiva nel 2006 l'83,2% delle merci esportate), manganese e legname, superano ampiamente le importazioni, rappresentate da macchinari, prodotti industriali in genere, derrate alimentari. Il Paese dispone di una buona quantità di energia elettrica di origine sia termoelettrica (alimentata con idrocarburi nazionali) sia idrica (sono state costruite nuove dighe). Pressoché privo ancora di ferrovie (810 km nel 2005) e con 9170 km di strade, di cui solo 900 km pavimentati, il Gabon affida largamente i suoi traffici alla rete fluviale (sono navigabili con battelli, però, solo 320 km sul fiume Ogooué), e ai servizi aerei. Libreville e Port-Gentil sono i principali aeroporti internazionali; Libreville, con il vicino porto di Owendo, e Port-Gentil sono i maggiori sbocchi marittimi.

Storia

Sede di una serie di piccoli principati, tributari dei regni congolesi, il Gabon fu scoperto nel 1484 dal portoghese Diogo Cão, che ne esplorò le coste, lungo le quali, nei secoli successivi, fu esercitata la tratta degli schiavi. Nel 1839 il capitano di vascello francese Bouet-Willaumez fondò sulla sponda sinistra dell'estuario del Gabon uno stabilimento commerciale, precedendo i padri della congregazione dello Spirito Santo i quali istituirono nel 1844 la missione di Sainte Marie du Gabon. Nel 1849 un gruppo di schiavi liberati dalla nave negriera Elizia fondò Libreville, e fra il 1875 e il 1880 l'ufficiale francese di origine italiana Pierre Savorgnan di Brazza percorse l'interno del Paese, risalendo due volte il corso dell'Ogooué fino alle sorgenti e proseguendo ancora verso le regioni dell'est, dove fondò Franceville. Integrato nel Congo francese a partire dal 1888, il Gabon entrò nel 1910 a far parte della federazione dell'Africa Equatoriale Francese. Territorio d'oltremare dell'Unione francese nel 1946, optò per lo status di Repubblica autonoma nell'ambito della Comunità francese a seguito del referendum del 28 settembre 1958. Indipendente dal 17 agosto 1960 rimase legato alla Francia da accordi di cooperazione. Leader autorevole del nazionalismo gabonese fu, fin dal 1930, il moderato Léon M'Ba, che guidò il Paese verso l'indipendenza e che fu nominato capo dello Stato e del governo del nuovo Stato. A M'Ba (morto nel 1967), succedette Albert Bernard (Omar) Bongo, che diede vita, nel 1974, al Partito democratico gabonese (PDG), rimasto sino al 1990 l'unica formazione politica del Paese. Passato indenne attraverso le proteste studentesche (1981-82), l'opposizione del Movimento per la rinascita nazionale (che chiedeva l'instaurazione della democrazia politica) e il tentativo di colpo di stato nel 1983, il presidente Omar Bongo venne costantemente riconfermato diventando con gli anni figura chiave del Paese, leader osannato e corrotto. Nonostante l'apertura al multipartitismo avvenuta nei primi mesi del 1990, le successive consultazioni svoltesi fra le proteste e le accuse di brogli, consegnarono la maggioranza assoluta al PDG, che non riuscì a essere messo in crisi dalla seppur forte opposizione. Alle elezioni presidenziali del 1993 scoppiarono violente contestazioni che portarono le opposizioni, riunite nell'Alto consiglio della resistenza (ACR), a rivolgersi alla comunità internazionale. L'intervento diplomatico della Francia portò a una prima composizione dei contrasti, con l'accordo raggiunto a Parigi nel settembre 1994 e ratificato il mese successivo a Libreville tra il PDG e l'ACR, che prevedeva l'avvio di una nuova fase di conciliazione, garantita da un governo di unità nazionale, e nuove elezioni politiche: alle elezioni si confermò nuovamente il PDG e il nuovo primo ministro incaricato, Paulin Obamé-Nguema, fu scelto appartenente sempre al partito del presidente. Nel luglio 1995 il popolo gabonese, chiamato alle urne votò a grande maggioranza una proposta di riforma costituzionale che, recependo l'accordo firmato a Parigi l'anno precedente, desse vita un vero Stato di diritto. Le modifiche costituzionali e l'apertura al multipartitismo di fatto non sono riuscite a scalfire il potere assoluto del presidente Omar Bongo e del suo partito che si sono imposti a larga maggioranza in tutte le consultazioni successive (nel 2006 diveniva primo ministro Jean Eyéghé Ndong del PDG) e anche nei primi anni del Duemila Omar Bongo e il PDG dominavano incontrastati la vita del Paese in un clima di forte corruzione politica. Nel giugno 2009 il presidente moriva in un ospedale di Barcellona e il suo posto veniva preso ad interim da Rose Francine Rogombé. In agosto si svolgevano le elezioni presidenziali che vedevano la vittoria di Ali Bongo, figlio del presidente defunto. Nei giorni seguenti i candidati dell'opposizione si riunivano in un comitato per chiedere il riconteggio dei voti, denunciando brogli e irregolarità nel voto, ma in ottobre la Corte costituzionale confermava la vittoria di A. Bongo, che vinceva anche le elezioni legislative del dicembre 2011, boicottate da una parte delle opposizioni.

Cultura: generalità

Molta della letteratura gabonese è fortemente influenzata dalla Francia: molti scrittori scrivono in francese, i giornali usano il francese, così come la televisione. La radio trasmette sia in francese sia nelle lingue locali, e si registra un'interesse crescente per la storia delle varie etnie. A questo proposito è da segnalare il Centro Internazionale della Civiltà Bantu creato a Libreville nel 1983; il Museo delle Arti e Tradizioni conserva oggetti e manufatti delle varie tribù e una notevole collezione di maschere. Il Centro Culturale Francese nella capitale ospita manifestazioni artistiche, tra cui anche gruppi vocali e danzatori; un evento annuale riunisce musicisti e danzatori di diverse etnie che celebrano la diversità culturale del Paese. L'artigianato, poco conosciuto a causa della scarsa affluenza turistica, è vivo presso i fang, che fanno maschere, cesti, intagli e sculture. L'arte fang è caratterizzata da un'estrema chiarezza, con linee e forme nette. In alcune aree sopravvivono i tradizionali culti funerari: le scatole (bieri) che contengono i resti degli antenati sono intagliate con figure di protettori; le maschere vengono indossate durante le cerimonie e per la caccia. Le facce vengono dipinte di bianco con righe nere. I bekota ricoprono i loro intagli con ottone e rame; usano anche loro i cesti per conservare i resti dei loro antenati. La struttura dei villaggi è diversa a seconda delle etnie, e spesso le abitazioni non sono permanenti. le case più economiche sono fatte di fango e coperte con rami di palma. Ci sono case costruite con legno, corteccia o mattoni; queste ultime sono spesso intonacate con un sottile strato di cemento, mentre il tetto è fatto di lamiera ondulata. Nel villaggio uomini e donne hanno luoghi di incontro diversi: le donne si riuniscono nella capanna-cucina (cuisine), piena di pentole e padelle, un focolare e lettini di bambù messi contro la parete per sedersi e riposarsi. Gli uomini invece hanno strutture aperte dette corps de guards: le pareti sono alte fino alla cintola e aperte fino al tetto. Gli uomini siedono su panche, con il focolare al centro. I cibi tradizionali sono i frutti che vengono coltivati comunemente; come banane, papaya, ananas, mango e avocado, noci di cocco. Altri prodotti sono arachidi, pomodori, canna da zucchero, melanzane. La manioca ha poco valore nutritivo, ma sazia; le foglie più piccole e tenere vengono colte e consumate come verdura. Le proteine provengono principalmente dal pesce di mare e di fiume, e dalla selvaggina cacciata dagli uomini.

Cultura: letteratura e arte

Le popolazioni fang hanno introdotto, dal Camerun, il mvett, base essenziale della letteratura orale. Tale parola designa il recitante, lo strumento musicale che accompagna il racconto (una specie di arpa) e il racconto stesso. Sono lunghissime narrazioni, molto antiche, trasmesse da menestrelli, che mostrano l'uomo di fronte al meraviglioso e in lotta per la sopravvivenza. Il fondatore del genere è O. Ada Ngongo e i suoi più illustri eredi Z. Nguéma, N. E. Eworo, M. Eko, E. Ada, E. Bikoro e N. Engonga. Questa letteratura è stata oggetto di studi da parte di E. Ekogamwe e soprattutto di T. N. Ndoutoume, che ha trasposto in francese molti racconti mvett. Dopo l'indipendenza, si è avuta una produzione in lingua francese, tanto teatrale quanto narrativa, con soggetti che sfruttano le leggende locali o eventi della storia contemporanea. Temi dominanti della letteratura gabonese sono il ritorno alla tradizione e l'amore per la madreterra Africa. Lo scrittore più noto e la personalità di maggiore spicco è A. Raponda-Walker (1871-1968), che ha raccolto il ricco folclore e scritto saggi storici, religiosi e giuridici sulle genti del suo Paese. Per la prosa si segnalano i romanzi sociali e di costume di S. Ndaot e della scrittrice N. Rawiri. La saggistica è soprattutto storica (Ambouré-Avaro, P. Pounah), etnologica (Owono) e sociopolitica; in questo settore si segnalano i lavori di G. Rawiri-Bouroux, sulla letteratura orale, e di Pambou Tchivounda, per un originale studio sulle nazioni africane post-coloniali. Negli anni Ottanta e Novanta del Novecento la narrativa era qualitativamente in netta prevalenza sugli altri generi, grazie a personalità di spicco come L. Owondo, autore del romanzo iniziatico Au bout du silence (1985), scritto in uno stile personale, limpido e lirico; L. M. 'Bouyembi, F. Allogho-Oké, A. Rawiri (anche una buona poetessa) e J. Mintsa, con l'interessante Un seul tournant Makôsu (1994), che descrive i problemi di una studentessa universitaria in un Paese in via di sviluppo. Degni di menzione sono Jean Claude Quentin (Q. Ben Mongaryas, n. 1948) per la poesia e P. Nyonda (1918-1995) per il teatro, che ha trattato temi di attualità, argomenti storici, politici e religiosi e ha prediletto la satira di costume.

Bibliografia

H. Deschamps, Histoire générale de l'Afrique noire, Parigi, 1971; T. Waterhouse, African Arts, Londra, 1979; R. Pourtier, Le Gabon, 2 voll., Parigi, 1989; M. A. Saint Paul, Gabon: The Development of a Nation, Londra, 1989.