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Gadames

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Generalità

Oasi (2600 ab.) della Libia, capoluogo della baladiya omonima (51.750 km²; 6200 ab.), a 350 m presso il confine con la Tunisia e l'Algeria. Irrigata dalla sorgente di Ain el-Fres, è un importante centro carovaniero. Anche Ghadames; in arabo, Ghudāmis.

Cenni storici

Fu nota ai Romani, che con la spedizione del proconsole Lucio Cornelio Balbo (20-19 a. C.) vi stabilirono un presidio (Cydamus) del quale sono visibili i resti. Convertita al cristianesimo durante l'Impero bizantino, subì poi l'invasione musulmana (667) e fu islamizzata entrando nell'orbita dei vari imperi almoravide, almohade, ecc. Il primo europeo a raggiungerla in tempi moderni fu l'esploratore inglese Gordon Laing (1825). Appartenne alla Turchia (1842) e poi all'Italia, che l'occupò una prima volta nel 1914 e la riconquistò successivamente nel 1924. Durante la II guerra mondiale fu occupata dai Francesi (1943). Con l'indipendenza della Libia (1951) è passata a far parte prima del Regno e poi della Repubblica di Libia.

Arte

Conserva resti di tombe di epoca tardoromana, i cui spolia sono reimpiegati in molte delle sue moschee che la tradizione data alla prima conquista del Nordafrica. L'abitato è formato dall'aggregazione di quartieri arabi e berberi, caratterizzati da tessuto urbano percorso da vie per lunghi tratti coperte.