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Gagliano Castelferrato

comune in provincia di Enna (49 km), 651 m s.m., 56 km², 3772 ab. (gaglianesi), patrono: san Cataldo (31 agosto).

Centro della media valle del fiume Salso, situato alla destra del torrente Gagliano; l'abitato è dominato da una rupe imponente. Probabilmente già abitato in epoca araba, a partire da quella normanna fu possesso di signori locali, fra cui Montaneiro Perio de Sosa (sec. XIV), che vi attirò in un'imboscata i francesi condotti dal conte di Brienne. Ebbe poi numerosi altri feudatari, gli ultimi dei quali furono i Castello, cui il borgo passò nel 1629. § La chiesa madre di San Cataldo (sec. XIV, ma rifatta alla fine del sec. XVI) conserva un pregevole tabernacolo marmoreo della scuola di Antonello Gagini. Secentesche sono la fontana della piazza centrale e la chiesa di Santa Maria di Gesù, che custodisce un Crocifisso di fra' Umile da Petralia. § L'agricoltura produce grano, orzo, mandorle e olive, ed è affiancata dall'allevamento bovino, ovino e caprino. Considerevole è l'estrazione di idrocarburi gassosi e liquidi, avviati alla raffineria di Gela. La piccola industria è presente nei settori dell'abbigliamento, dei materiali da costruzione (calcestruzzo) e della trasformazione dei prodotti agricoli. § In occasione della Festa di San Cataldo i fedeli raccolgono nei boschi grandi fronde di agrifoglio e alloro, che verranno esibite dai cavalieri in processione, decorate con carta e stoffa e recanti al culmine una croce.