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Galaction, Gala

pseudonimo dello scrittore romeno Grigore Pisculescu (Didesti Teleorman 1879-Bucarest 1961). Studiò lettere e teologia e nel 1922 divenne prete. Consacratosi come scrittore nel 1902 con la novella Il mulino di Călifar (rielaborazione in chiave autoctona del mito di Faust), autore di una splendida traduzione della Bibbia (1938), si orientò verso il naturalismo e armonizzò nei suoi scritti tanto il suo umanitarismo cristiano, quanto le sue simpatie verso il socialismo. Le sue novelle (raccolte nei volumi La chiesetta di Răzoare, 1914; Le campane del monastero di Neamt e Sulla riva del mare, 1916; Intagli sull'abete verde, 1920; Autunni di una volta, 1924; Il calligrafo Tertiu, 1929) sono generalmente ambientate sulle rive del Danubio, in un mondo tipicamente balcanico, agitato sempre da conflitti sociali e spirituali, popolato da esseri semplici, quasi primordiali, ma guidati da un'etica profondamente religiosa. Dei suoi romanzi (Roxana, 1930; Il dottor Taifun, 1933) merita di essere ricordato soprattutto Le pantofole di Mahmud (1932), in cui il filo conduttore è costituito dal principio che tutti gli uomini sono fratelli e tutte le religioni si equivalgono. Il romanzo All'incrocio dei secoli (1935) ha invece carattere prevalentemente autobiografico.