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Garborg, Arne

scrittore norvegese (Jæren 1851-Kolbotn 1924). Cresciuto in una famiglia di stretta osservanza pietistica, manifestò già col primo romanzo (Un libero pensatore, 1878) il suo distacco dalla rigida educazione familiare e dall'ortodossia ecclesiastica. Espressione della piena maturità artistica è il romanzo, scritto in landsmål (la nuova lingua, creata in contrapposizione al riksmål, di cui Garborg fu convinto sostenitore), Studenti contadini (1880), indagine sulle difficoltà incontrate dal giovane contadino che si trasferisce in città per studiare. Temi sociali sviluppano anche i romanzi successivi, Maschi (1886), Dalla madre (1889), e la commedia Gli intransigenti (1888), mentre con Anime stanche (1891) e Pace (1892) diventa prevalente l'indagine introspettiva dei personaggi. Su un altro piano si colloca la raccolta epico-lirica Haugtussa (1895), dal nome della creatura fiabesca che si muove sullo sfondo di una natura popolata di gnomi, folletti e demoni. Il problema religioso, rifiutato nel periodo giovanile, si ripropone in alcune opere della maturità (Il padre smarrito, 1889; Jesus Messias, 1904; Il ritorno del figlio, 1908) come aspirazione a un cristianesimo non dogmatico.

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