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Gasnavidi

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Storia

(Ghaznavidi). Dinastia turca musulmana, fiorita tra il sec. X e il XI in un territorio afghano, attorno alla città di Ghaznā. La potenza dei Gasnavidi ebbe inizio con Sabuk-tegīn (m. 997) e raggiunse il suo acme con Maḥmū'd, suo figlio (m. 1030). Questi estese i suoi domini verso NW e verso SE; ebbe una splendida corte, nella quale accolse, con altri, il poeta Firdusi. I successori di Maḥmū'd, inetti, non seppero difendersi dall'assalto di altre dinastie turche, quali i Selgiuchidi e i Ghoridi.

Arte

L'arte dei Gasnavidi è nota soprattutto dalle fonti letterarie contemporanee e dagli scavi che missioni archeologiche francesi e italiane hanno iniziato rispettivamente nel 1948 e nel 1957. Essi, tuttavia, hanno potuto mettere in luce soltanto frammenti di quella intensa attività costruttiva che, specie sotto i sultani Maḥmū'd e il figlio Mas'ūd I (m. 1041), rese Ghaznā una delle città più splendide del mondo musulmano e addirittura una delle metropoli più ricche dell'Asia, centro culturale di primaria importanza anche per il gran numero di letterati, filosofi e artisti che i sovrani vi avevano condotto. Gran parte degli edifici più grandiosi, fra i quali una ricchissima biblioteca, andò infatti distrutta dalle successive incursioni dei Ghoridi e dalla terrificante, definitiva distruzione dei Mongoli nel 1221. Il carattere peculiare dell'arte gasnavide è l'apparenza composita delle sue strutture, che tuttavia, pur accogliendo vari elementi persiano-sassanidi e indiani, non sembrano ricollegarsi esteticamente alle civiltà che la precedettero negli stessi territori, ma seppero anzi brillare di luce propria, influenzando grandemente l'architettura selgiuchide e ghoride da una parte, e quella indomusulmana dall'altra. Gli unici monumenti gasnavidi superstiti sono i palazzi di Maḥm'ūd I (969-1030) a Lašhkari Bāzār, oltre ai celebri palazzi di Mas'ūd III (1099-1114) a Ghaznā (da cui provengono pregevoli lustri e oggetti in bronzo) e ai minareti a pianta stellare di Bahram Shah, ancora a Ghaznā.

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