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Gattinara

comune in provincia di Vercelli (34 km), 263 m s.m., 33,52 km², 8610 ab. (gattinaresi), patrono: santi Pietro e Paolo (29 giugno).

Centro posto alla destra del fiume Sesia, allo sbocco della Valsesia in pianura, presso le ultime propaggini delle Prealpi biellesi. Secondo un'ipotesi storica controversa, la località viene identificata con i Campi Raudi dell'omonima battaglia in cui i Romani sconfissero i Cimbri (101 a. C.). Il centro nacque però nel 1242 per decreto del comune di Vercelli; conteso tra Milano, i marchesi del Monferrato e i Savoia, tra la fine del sec. XIV e i primi del sec. XV appartenne ora all'uno ora all'altro, finché nel 1426 ne presero possesso i Savoia. Nel sec. XVI ne fu signore il cardinale Mercurino d'Arborio; nel 1621 il duca Carlo Emanuele I di Savoia rinnovò le concessioni feudali agli Arborio, erigendo la città a marchesato.§ L'impianto urbanistico rettangolare con vie a scacchiera è riconoscibile nel nucleo più antico. La parrocchiale di San Pietro, rifatta nell'Ottocento, conserva dell'originaria costruzione una facciata tardogotica in laterizi finemente decorata (sec. XV) e, all'interno, un polittico attribuito a Bernardino Lanino (sec. XVI), autore anche di quello conservato nella chiesa della Madonna del Rosario (sec. XVII, ma rimaneggiata nel sec. XIX). § L'economia si basa sull'industria tessile, meccanica, enologica (rinomato lo spanna di Gattinara DOC), cosmetica, dell'abbigliamento, dei materiali da costruzione, della ceramica e della lavorazione del legno. L'agricoltura è rivolta alla coltivazione di uva da vino. Nel territorio opera una centrale idroelettrica.§ In settembre si svolge la Festa Interprovinciale dell'Uva. Nei dintorni sorge il santuario di Santa Maria di Rado (sec. XVII), rifacimento secentesco di una costruzione romanica di cui resta il campanile.

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