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Gentile da Fabriano

pittore italiano (Fabriano ca. 1370-Roma 1427). Poco si sa della sua vita. La Madonna e Santi dei Musei di Berlino, firmata, mostra che l'educazione di Gentile da Fabriano avvenne in rapporto con i miniatori lombardi del Tacuinum Sanitatis di Vienna (fine sec. XIV), mentre il successivo polittico dell'Incoronazione della Vergine di Brera (ca. 1400) sembra tener conto anche degli influssi senesi penetrati attraverso la Liguria (Taddeo di Bartolo). In queste prime opere l'artista mostra già l'attenzione naturalistica, l'eleganza formale, la varietà e la sensibilità del colore che lo fanno annoverare tra i protagonisti del gotico internazionale. Il primo sicuro riferimento cronologico è del 1408: Gentile da Fabriano si trova forse da alcuni anni a Venezia, dove, nel 1409, esegue un perduto affresco in Palazzo Ducale, lasciando una forte impronta nella pittura veneta e una traccia determinante per il Giambono, Jacopo Bellini e il Pisanello. Dal 1414 al 1419 è a Brescia, poi forse a Fabriano e a Siena, attento alle opere di Simone Martini e degli altri senesi. A Firenze nel 1422 esegue per la chiesa di S. Trinita la famosa Adorazione dei Magi (che porta, però, la data 1423), agli Uffizi. Quest'opera affascinante e complessa assomma le più interessanti esperienze figurative di quegli anni: la concertazione narrativa quasi favolistica, l'abbondanza descrittiva e la sensibilità al naturale, la stessa sostanza sfavillante del colore non devono distogliere dall'osservare come ogni elemento sia rigorosamente costretto in una forma propria e coordinata all'insieme, che stringe la scena in un'iperlucida evidenza. Nel 1425 Gentile da Fabriano termina, sempre a Firenze, il Polittico Quaratesi (già in S. Niccolò e ora smembrato fra Londra, Uffizi, Vaticano, Washington), di colore più compatto e più intenso e con lo spazio articolato, sull'esperienza dei fiorentini, in suggestive profondità. Nello stesso anno l'artista è a Siena, poi a Orvieto (Madonna col Bambino, affresco nel duomo), e nel 1427 a Roma, dove inizia, nella basilica di S. Giovanni in Laterano, un ciclo di affreschi andati perduti con il rifacimento secentesco della chiesa.

Bibliografia

C. Hunter, Gentile da Fabriano and the Madonna of Humility, in “Arte Veneta”, 24, 1970; E. Michetti (a cura di), Opera completa di Gentile da Fabriano, Milano, 1976.

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