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Gerusalemme (città)

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capoluogo dell'omonimo distretto e capitale (dal 1967 compresa Gerusalemme Orientale; non riconosciuta dall'ONU) di Israele, 800 m s.m., 815.300 ab. (2012).

Generalità

La città è situata sulle colline della Giudea, in favorevole posizione sia per le comunicazioni tra il mare e la valle del Giordano sia per la difesa, essendo racchiusa per tre lati da profonde valli, tra cui quella percorsa dal Cedron. Gerusalemme, costituita da moderni quartieri, è il massimo centro politico e culturale dello Stato, nonché città santa per due delle principali religioni monoteiste (ebraismo e cristianesimo). La città vecchia e le sue mura, dal 1981 considerate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, ospitano luoghi di importante significato religioso, tra cui il Monte del Tempio, il Muro del pianto, il Santo Sepolcro, la Cupola della Roccia e la Moschea al-Aqsa. In ebraico, Yerushalayim; in arabo, Al-Quds.

Urbanistica

Nel 1917, con l'ingresso del generale Allenby, si aprì per la città una nuova era. Gerusalemme, fino ad allora prevalentemente chiusa nei quartieri cristiano, armeno, ebreo, arabo, si estese all'esterno del centro storico, in particolare a W; furono eretti edifici religiosi, ospedali, istituti culturali, residenze e vennero portati a termine i restauri. Si elaborarono vari schemi di piano regolatore (1918, 1919 da P. Geddes, 1922, 1929, 1930). L'ultimo, nel 1944, ipotizzava un grande anello stradale fuori della città in cui era prevista l'espansione residenziale, un asse industriale lungo la strada per Tel Aviv, spazi verdi e una cintura verde (agricola a E, boscosa a W), la salvaguardia del centro storico con una rigorosa normativa e particolare attenzione era rivolta ai luoghi sacri delle religioni cristiana, ebraica e musulmana. Dopo la nascita dello Stato d'Israele (1948), il centro storico e le aree a NE restarono agli arabi. Assai forte, specialmente dopo i trattati del 1950, fu l'espansione urbana nella parte israeliana della città, con la costruzione di quartieri residenziali, grandi alberghi, unità di abitazione e della Città universitaria ebraica (1954-60), che comprende gli istituti, i laboratori, la biblioteca, lo stadio, l'auditorium ecc. A partire dall'occupazione israeliana si è operata una vastper operazione di restauro e di risanamento del centro antico.

Storia

Già citata in testi egiziani nel sec. XIX a. C., era capitale di un regno vassallo dell'Egitto nel sec. XIV a. C. Gli abitanti cananei (Gebusei) resistettero agli Israeliti fino al sec. XI, quando David prese Gerusalemme e ne fece la capitale del suo regno; Salomone vi costruì il tempio e il palazzo reale. Dopo la scissione del regno, rimase capitale di Giuda e conobbe alterne vicende fino all'espugnazione per opera di Nabucodonosor II (598 e 587 a. C.) che distrusse il tempio, abbatté le mura, deportò la popolazione a Babilonia. Gerusalemme acquistò allora aspetti mitici: l'esilio fu spiegato come punizione di colpe e il ritorno fu prospettato come restaurazione morale. Col ritorno degli esuli consentito da Ciro si ebbe la costruzione del “secondo” tempio (519 a. C.) e delle mura (452 a. C., con Neemia); le vicende della città (restaurazione dei Maccabei, distruzione di Pompeo, costruzioni di Erode) culminarono con la seconda radicale distruzione per opera di Tito (70 d. C.) al termine della rivolta giudaica, con definitiva scomparsa del tempio e dispersione della popolazione. La città riacquistò una certa importanza al tempo di Costantino, quando i luoghi santi divennero centro di culto. Nel 638 fu conquistata dai musulmani. Dal 1099 al 1187 fu capitale del Regno latino di Gerusalemme. Dopo aver goduto di una notevole prosperità sotto i Mamelucchi, decadde sensibilmente una volta conquistata dagli Ottomani che la conservarono, se si eccettua la parentesi egiziana del 1831-40, dal 1517 al 1917 quando, nel dicembre, fu conquistata da Allenby. Dal 1920 al 1948 fu capitale della Palestina posta sotto mandato inglese.

Nei piani dell'ONU, Gerusalemme avrebbe dovuto essere internazionalizzata; in effetti nel 1948 la città venne divisa tra gli israeliani, che si assicurarono il settore occidentale, e i giordani, che conquistarono il settore orientale. Nel 1950 essa fu scelta come capitale di Israele. Dopo la guerra del 1967, gli israeliani riunificarono la città annettendo il settore giordano. Il 30 luglio 1980, sanzionando una realtà di fatto peraltro contestata in ambito internazionale, la Knesset (Assemblea nazionale israeliana) definì Gerusalemme “capitale eterna e indivisibile di Israele”. Si intensificò anche l'opera di colonizzazione intorno a Gerusalemme, nel tentativo di invertire una tendenza demografica che vedeva la netta superiorità numerica dei palestinesi. L'obiettivo venne raggiunto all'inizio degli anni Novanta, quando vennero presi anche numerosi provvedimenti limitativi della libertà dei palestinesi. La contestata sovranità sulla città è stata insieme con la complessa vicenda arabo-palestinese, una delle ragioni principali del fallimento delle trattative tra le due parti svolte a Camp David, negli USA, nel luglio 2000. Alla fine del settembre 2000, in seguito alla provocatoria visita di Ariel Sharon, leader del partito della destra ebraica, il Likud, alla Spianata delle Moschee di Gerusalemme (area della città ritenuta sacra dai musulmani), scoppiarono violentissimi scontri che portarono ben presto a una nuova Intifada palestinese. La vittoria di Sharon alle elezioni politiche (febbraio 2001) e la formazione di un governo da lui guidato riportarono Israele su posizioni di estrema intransigenza rispetto allo statuto da attribuire della città.

Arte

Scomparsi il palazzo e il tempio di Salomone, i più importanti monumenti antichi di Gerusalemme appartengono alla fase detta “del secondo tempio”, ricostruito per opera di Erode dopo il 37 a. C. e di cui rimangono i grandi muri di sostegno, gli ingressi meridionali coperti a volta, resti dei ponti (“arco di Wilson” e “arco di Robinson”) che congiungevano il tempio al centro della città. Accanto al tempio sono i resti della fortezza Antonia, così chiamata da Erode in onore di Marco Antonio. Dopo la distruzione del 70 d. C. e un lungo periodo di abbandono, Gerusalemme fu ricostruita da Adriano col nome di Aelia Capitolina. Della città romana, costruita secondo il consueto schema ortogonale, restano tracce nell'impianto urbanistico dell'attuale città vecchia. Numerose, attorno a Gerusalemme, le necropoli, con tombe monumentali (tombe dei Re, tomba detta di Erode, tomba dei Benè Hezir e tombe dette di Zaccaria, di Assalonne e di Giosafat nella Valle di Cedron) nelle quali si mescolano forme architettoniche orientali ed ellenistiche. Nella città antica, compresa entro la cinta delle mura medievali, si distinguono cinque quartieri tradizionali; quello cristiano, quello ebraico, quello musulmano, quello armeno e infine, a sé stante, l'area compresa nel recinto sacro musulmano (al-Haram al-Sharif). I monumenti della città presentano un aspetto assai eterogeneo, dovuto al sovrapporsi nei secoli di civilizzazioni diverse. Gli edifici costruiti nel periodo che va da Costantino a Giustiniano furono in gran parte distrutti dall'invasione persiana del 614. Restano, fortemente alterate, le chiese di S. Giovanni Battista e della Tomba della Vergine, entrambe del sec. V. Il monumento musulmano più importante è la Qubbat as-Saḥra (Cupola della Roccia, erroneamente detta Moschea di Omar), costruita dal califfo omayyade ʽAbd al-Malik tra il 687 e il 691 sulla spianata dell'antico tempio salomonico, dove affiorava la roccia (ṣahra) dalla quale Maometto avrebbe iniziato il suo viaggio verso il cielo e sulla quale Abramo avrebbe dovuto compiere il sacrificio di Isacco. L'edificio ha pianta ottagonale, con quattro porte ai punti cardinali che danno accesso a un vano centrale cupolato, circondato da due gallerie concentriche riservate al rito della deambulazione intorno alla ṣahra. La preziosa decorazione musiva delle parti interne è quella originale del sec. VII; quella esterna fu sostituita nel sec. XVI, per opera di Solimano il Magnifico, da un paramento di ceramica smaltata. Alle epoche omayyade e abbaside risale anche la monumentale Moschea Lontana (Masjid al-Aqsa), che conserva un bellissimo miḥrāb dell'epoca di Saladino (sec. XII), e un minbar, quasi contemporaneo, fatto costruire da Norandino come ex voto per la riconquista della città sui crociati. Al periodo dei Mamelucchi Burgiti risalgono la fontana di Qayt Bey (1482) e il portale della Madrasa Ashrafiyya. Dal 1517 per circa quattro secoli Gerusalemme fece parte dei domini ottomani, che soprattutto con Solimano il Magnifico l'arricchirono di numerose opere d'arte, fra cui le mura fortificate della cittadella, con la bella Porta di Damasco (1532) e la fontana di Bab el-Silsile (1537). Al periodo della conquista cristiana risalgono la chiesa di S. Anna (1130-40), la chiesa di S. Giacomo (sec. XII) e il rifacimento del Santo Sepolcro (l'edificio originario, dell'epoca di Costantino, era formato da una basilica unita a un'ampia rotonda). Anche le mura merlate, intervallate regolarmente da torri e da porte, risalgono alla ricostruzione fattane dai crociati. All'architettura gotica francese si richiama la Sala del Cenacolo, che i francescani fecero costruire nel Trecento da maestranze cipriote sul luogo della cosiddetta Tomba di Davide. Dopo i periodi abbaside e omayyade e la conquista turca vi fu un periodo di decadenza (sec. XVII-XVIII). Nell'Ottocento e nel primo Novecento sorsero a Gerusalemme, a opera di tedeschi, inglesi, greci, francesi, copti, armeni ecc., innumerevoli edifici e complessi religiosi nei più diversi stili di imitazione.

Musei

Il Museo Nazionale di Israele, aperto nel 1965, comprende il Museo Biblico e Archeologico Samuel Bronfman (storia della Palestina), il Museo d'Arte Bezalel (pittura moderna, arredi rituali giudaici, costumi e oggetti della cultura ebraica di ogni Paese dal Medioevo a oggi), la collezione di scultura Billy Rose (opere di Rodin, Maillol, Bourdelle, Zadkine ecc.) e il Sacrario del Libro, dove sono conservati i rotoli del Mar Morto. Destinato a collezioni di arte moderna è il Nathan Cunnings 20th Century Art Building, inaugurato nel 1990. Il Museo dell'Olocausto (Yad Vashem) è il primo museo storico che conservi l'ampia e sconvolgente documentazione sulle persecuzioni subite dagli ebrei durante il nazismo; vi è archiviato l'elenco dei dispersi e deceduti nei campi di concentramento. In ricordo dei bambini è un edificio-monumento, il Children Memorial, appartenente al complesso dello Yad Vashem.

Istituti culturali

L'Università Ebraica di Gerusalemme, fondata nel 1925, è una delle istituzione più antiche e prestigiose della città. Considerata una delle migliori università al mondo, è sede della Biblioteca Universitaria e Nazionale Ebraica (1892), la più grande istituzione dedicata agli studi ebraici. L'università Al-Quds (1984) ha sede ad Abu Dis, appena fuori i confini della città e rappresenta l'unico ateneo arabo-palestinese. Altri istituti di istruzione superiore sono l'Accademia di arte e design Bezalel (1906), l'Accademia di musica Samuel Rubin (1945) e il Jerusalem College of Technology (1969). Inoltre, la città ospita la Biblioteca della Knesset (1950), la Gulbenkian Library (1929) e la Khalidi Library (1899).

Economia

La città è sede di industrie meccaniche, chimiche, farmaceutiche, alimentari e del tabacco. Gerusalemme, inoltre, è una delle maggiori piazze della lavorazione dei diamanti. Nel quadro delle attività economiche riveste un forte rilievo il settore terziario, che assorbe l'80% della popolazione attiva. L'aeroporto più vicino è Atarot, a N della città. Impiegato esclusivamente per i voli interni, nel 2001 è stato chiuso e affidato alle forze armate. Il traffico internazionale per Gerusalemme passa dall'aeroporto internazionale Ben Gurion, a Lod, nel distretto di Tel Aviv.

Bibliografia

Per la storia

K. M. Kenyon, Jerusalem, Londra, 1967; R. H. Pfaff, Jerusalem: Keystone of an Arab-Israeli Settlement, Washington, 1969; E. M. Wilson, Jerusalem: Key of Peace, Washington, 1970; R. Brunelli, Storia di Gerusalemme, Milano, 1990.

Per l’arte

R. Hamilton, The Structural History of the Aqsa Mosque, Londra, 1949; M. Join-Lambert, Jérusalem israélite, chrétienne, musulmane, Parigi, 1957; A. Elon, Gerusalemme, Milano, 1990.

Per l’urbanistica

H. Kendall, Jerusalem. The City Plan. Preservation and Development during the British Mandate 1918-48, Londra, 1948; E. O. James, Jerusalem. A History, Londra, 1967; G. Magi, Gerusalemme, Firenze, 1990.

Per l’archeologia

L. Dressaire, Jérusalem à travers les siècles, Parigi, 1921; M. Aline de Sion, Le forteresse Antonia, Gerusalemme, 1956; N. Avigad, Gerusalemme. Archeologia nella città santa, Roma, 1986.