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Giùlia (gens romana)

antica gens del patriziato romano che si riteneva originaria dei Colli Albani (e a Boville invero esisteva ancora in tarda età un culto gentilizio dei Giulii) . Al tempo di Cesare e di Augusto prese poi consistenza la leggenda di una risalenza della gens a Iulo, figlio di Enea, e quindi a Venere quale madre dello stesso Enea. La gens si ramificò col tempo in vari gruppi familiari: quello di Cesare è testimoniato alla fine del sec. III a. C. da un Sesto Giulio Cesare, pretore in Sicilia nel 208. I Giulii divennero numerosi in età imperiale con le larghe manomissioni di schiavi e con i nuovi cittadini romani che spesso assumevano il gentilizio dell'imperatore. § Collegati con la gens Giulia e con la gens Claudia sono gli imperatori della dinastia giulio-claudia che regnò in Roma da Augusto a Nerone. Augusto venne adottato da Cesare di cui era pronipote per parte della madre Azia: in mancanza di figli o nipoti, adottò Tiberio, succedutogli nel 14 d. C., che sua moglie Livia aveva avuto dal precedente marito Tiberio Claudio Nerone. A Tiberio succedette nel 37 il nipote Caligola che era figlio di Germanico (figlio, questi, di Druso Maggiore, fratello di Tiberio, e di Antonia Minore, figlia di Marco Antonio triumviro e di Ottavia, sorella di Augusto) e di Agrippina Maggiore, figlia a sua volta di M. Agrippa e di Giulia Maggiore, figlia di Augusto. A Caligola succedette nel 41 Claudio, figlio di Druso Maggiore e di Antonia Minore. A Claudio nel 54 succedette Nerone, figlio di Gneo Domizio Enobarbo (che era a sua volta figlio di Antonia Maggiore, figlia di Ottavia sorella di Augusto e moglie di Marco Antonio) e di Agrippina Minore, figlia di Germanico. Come si vede, nella dinastia giulio-claudia è un complicato intrecciarsi di parentele in cui compaiono Giulii, Claudii, Antonii, Domizii, con nessun caso di discendenza in linea diretta e ciò per mancanza o premorienza o per uccisione di eredi diretti.