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Giardino dei ciliègi, Il-

(Višnëvyj sad), commedia in quattro atti di Anton P. Čechov, scritta nel 1903 e presentata al Teatro d'arte di Mosca il 17 gennaio 1904, con la regia di K. S. Stanislavskij. Vi si mostra la decadenza di una famiglia di proprietari terrieri russi che, sebbene costretti dal bisogno, rifiutano di lottizzare la propria tenuta – come consiglia Lopachin, mercante e amico di casa – e, soprattutto, di abbattere il ciliegeto che vi sorge. Sarà Lopachin, esponente di una nuova società affaristica che ha il sopravvento su quella oziosa di signorotti smarriti nei propri miti, a realizzare per proprio conto il progetto. La commedia termina con lo sgombero della casa e l'avvio dei protagonisti verso i propri destini, mentre l'ascia si abbatte sul primo ciliegio. Tra le numerose edizioni sceniche di rilievo, si ricordano in Italia quelle dirette da V. Nemirovič-Dančenko (1933, con T. Pavlova), G. Salvini (1942), O. Costa (1946), G. Strehler (1955) e L. Visconti (1965); in Francia quella di J.-L. Barrault (1954); in Gran Bretagna quella di J. Gielgud (1954).

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