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Gigli, Giròlamo

letterato, filologo, autore drammatico e librettista italiano (Siena 1660-Roma 1722). Sostituì il cognome paterno di Nenci con quello di un prozio, dal quale era stato adottato e di cui dilapidò l'eredità. Fu professore all'Università di Siena dal 1698 al 1708, quindi visse tra Roma e Siena; tra l'altro, fu espulso da Roma, esiliato da Siena e allontanato dalle accademie della Crusca e dell'Arcadia a causa della violenza polemica dei suoi scritti, soprattutto filologici (come l'estroso e sapido Vocabolario cateriniano, 1717), nei quali mostrò insofferenza per gesuiti classicisti e per cruscanti. Per il teatro scrisse melodrammi (La Geneviefa, 1685; Amore fra gli impossibili ovvero Don Chisciotte e Coriandolo, 1693), intermezzi musicali, opere buffe, tragedie e, soprattutto, commedie derivate prevalentemente da Racine e da Molière, come I litiganti (1704) e il più celebre Don Pilone ovvero il bacchettone falso (1707). Di sua completa invenzione fu, invece, La sorellina di Don Pilone (1712). Bizzarre e vivaci occasioni di satira contro arcadi e gesuiti furono anche le opere in prosa Il gazzettino del bel mondo (1712-13) e Collegio petroniano delle balie latine (1719).

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