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Gimigliano

comune in provincia di Catanzaro (18 km), 600 m s.m., 32,44 km², 3612 ab. (gimiglianesi), patrono: san Giuseppe (19 marzo).

Centro del versante meridionale della Sila Piccola, posto nella media valle del fiume Corace. Sorse nel sec. IX a opera di genti della costa ionica che cercavano di sfuggire alle incursioni dei Saraceni. Si ingrandì a partire dalla fine del sec. X, in seguito al decreto dell'imperatore bizantino Niceforo Foca, con cui si obbligavano gli abitanti delle case sparse sulla montagna a spostarsi nei due casali vicini (Gimigliano Superiore e Inferiore). Seguì le vicende di Tiriolo, passando dai Carafa di Soriano (1496-1610) ai Cicala (1610-1806). Nel 1807 l'abitato venne incendiato dai francesi.§ A 5 km a N dell'abitato, a Porto, sorge il santuario della Madonna di Costantinopoli (o Madonna di Porto), preceduto da un viale di alti pioppi; è frequentata meta di pellegrinaggi.§ All'agricoltura (olive, uva e cereali) si affianca l'allevamento di caprini e bovini. È ancora attiva la lavorazione artigianale della lana e della seta con gli antichi telai a mano. § Nel territorio si trovano le cave del noto marmo verde di Gimigliano, detto anche “verde di Calabria”.

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