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Giovanni della Cróce

(Juan de la Cruz, al secolo Juan de Yepes y Álvarez), santo, mistico, dottore della Chiesa e poeta spagnolo (Fontiveros, Ávila, 1542-Úbeda, Jaén, 1591). Di umile famiglia, grazie alla protezione di don Alfonso de Toledo studiò nel collegio dei gesuiti di Medina e nel 1563 entrò nell'ordine carmelitano. All'Università di Salamanca si perfezionò in filosofia e pedagogia e, probabilmente, stabilì rapporti con frate Luis de León. L'incontro, nel 1568, con Santa Teresa di Ávila, impegnata nella lotta per la riforma carmelitana femminile, lo indusse a fondare il primo convento dei carmelitani scalzi a Duruelo, presso Ávila. Per la profonda affinità spirituale e l'austero rigore di vita fu scelto da Santa Teresa come suo direttore spirituale. Incapace di destreggiarsi negli intrighi della Chiesa spagnola del tempo, nel pieno dissenso tra carmelitani calzati e scalzi, Giovanni della Croce si attirò l'avversione dei mitigati e, nel dicembre 1577, venne arrestato e tenuto prigioniero a Toledo fino all'agosto del 1578, quando riuscì a fuggire. I lunghi mesi della dura prigionia toledana ebbero grande importanza non solo per il suo perfezionamento spirituale, ma anche per la sua poesia. Negli ultimi anni di vita risiedette prevalentemente in Andalusia, dove alternò l'attività di riformatore del Carmelo (dal 1582 come priore del convento di Granada e dal 1585 come vicario generale dell'Andalusia) alla composizione delle sue opere, elevandosi nell'ascesi mistica. Dopo la morte di Santa Teresa (1582) fu amareggiato dall'ostilità dei superiori che, nel 1591, lo privarono di ogni incarico. Le sue Obras espirituales que encaminan a un alma a la perfecta unión con Dios, pubblicate postume nel 1618 (eccettuato il Cántico espiritual pubblicato nel 1630), comprendono liriche, egloghe, canzoni e prose di commento che costituiscono un vero trattato di ascesi mistica. È un'opera scritta senza intenti letterari, a comunicazione e chiarimento di un'ineffabile esperienza spirituale, esposta secondo i quattro gradi spiegati da Santa Teresa: dalla purificazione dei sensi e dello spirito all'elevazione per mezzo della fede, della speranza e della carità (Subida al Monte Carmelo), all'illuminazione della divina sapienza e all'amore che unisce l'anima a Dio (Noche oscura del alma), al rapimento dell'amore per Dio (Cántico espiritual), alla costante unione con Dio, vertice dell'ascesi mistica (Llama de amor viva). Non scevra da influssi (biblici, della tradizione popolare castigliana, rinascimentali, soprattutto di Garcilaso) eppure prodigiosamente originale, la bellissima lirica di Giovanni della Croce testimonia di una coscienza artistica raffinatissima. E se si prescinde dai significati allegorici di carattere mistico, essa è poesia d'amore che per intensità supera quella di qualsiasi altro autore del “secolo d'oro”. Beatificato nel 1675, fu canonizzato nel 1726 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1926. Festa il 24 novembre.

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