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Giraudoux, Jean

autore drammatico e narratore francese (Bellac, Haute Vienne, 1882-Parigi 1944). Studiò a Parigi e a Monaco di Baviera. Svolse incarichi culturali di varia natura con incombenze internazionali e perseguì un ideale di pace che venne infranto dalla disfatta del 1940. Scrittore di gusto intellettualistico, si rivelò, prima che in drammi basati sull'ironia e sulla finta parodia, in prose sottili e delicate nella loro ricerca di lucida meditazione come Lecture pour une ombre (1917; Letture per un'ombra) e in romanzi come Simon le pathétique (1918; Simone il patetico). Fine è lo studio dell'anima femminile con delicate intuizioni che presentano movenze settecentesche eppure si apparentano all'ironia dei romantici tedeschi a lui familiari: Suzanne et le Pacifique (1921; Susanna e il Pacifico), Juliette au pays des hommes (1924; Giulietta nel paese degli uomini) ed Églantine (1927). Un posto a parte hanno i vagheggiamenti di Bella (1926) e le meditazioni condotte sotto l'egida della storia in Adorable Clio (1929; L'adorabile Clio). Famoso per il sottinteso appello a un'intesa tra Francia e Germania dopo la prima guerra mondiale fu il romanzo simbolico Siegfried et le Limousin (1922; trad. it. Il romanzo di Siegfried), da cui trasse il suo primo e fortunato dramma, Siegfried (1928). Rivelatosi anche come commediografo, Giraudoux divenne il più squisito rappresentante, sulle scene, di un'intelligenza lucida e ironica. Il suo stile raffinato poté sembrare “anti-teatrale”, ma in realtà fu l'espressione di un'alta civiltà della parola mirabilmente espressa nella commedia Intermezzo (1933) e riconfermata nelle eleganti e disincantate rielaborazioni dei miti classici: Amphitryon 38 (1929), La guerre de Troie n'aura pas lieu (1935; La guerra di Troia non si farà), Electre (1937) e la postuma fantasia satirica parigina La folle de Chaillot (1945; La pazza di Chaillot).Al cinema Giraudoux ha dato fra l'altro i dialoghi di Les anges du péché (1943; La conversa di Belfort) di R. Bresson. Gli elementi intellettualistici di Giraudoux sono fusi nella sua delicata e patetica meditazione della vita degli uomini, e danno una lucentezza classica, per forma e composizione, a motivi sentimentali, profondi e sinceri. Nella sua vita, fino alla catastrofe della Francia, Giraudoux si mantenne puro e deciso moralista.

Bibliografia

A. Pizzorusso, Tre studi su Giraudoux, Firenze, 1954; V. H. Debidour, Jean Giraudoux, Parigi, 1958; M.-J. Durry, L'Univers de Giraudoux, Parigi, 1975; J. Robichez, Le théâtre de Jean Giraudoux, Parigi, 1976; R. Halton, Jean Giraudoux, a Study of His Work, Princeton, 1983; J. Body, Jean Giraudoux. La legénde et le secret, Parigi, 1986.

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