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Giusèppe (patriarca d'Israele)

patriarca d'Israele ed eroe eponimo delle tribù di Efraim e di Manasse. Figlio di Giacobbe, era il prediletto del padre. I fratelli, invidiosi, lo vendettero a una carovana diretta in Egitto, simulandone la morte. Entrato al servizio di Putifarre, un ufficiale del faraone, respinse nella sua onestà le profferte peccaminose della moglie del suo padrone e fu da questa accusato e fatto gettare in carcere; in seguito, per l'abilità mostrata nell'interpretare i sogni del faraone, fu liberato e riuscì ad accedere alle più alte cariche del regno. In questa veste s'incontrò nuovamente coi fratelli entrati in Egitto ad acquistare vettovaglie durante una carestia, facendosi riconoscere da loro per poi riconciliarsi dopo una serie di peripezie. La narrazione delle vicende di Giuseppe è ricca sia sul piano psicologico, sia su quello teologico; il valore storico è ineguale: da un lato si ha un'esatta descrizione di usanze e costumi egizi della fine del II millennio a. C., dall'altro non ci è noto nessun Giuseppe nella carica di intendente d'Egitto. Esistono tuttavia stranieri giunti a questa carica: quindi la narrazione non è storicamente impossibile.

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