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Glinka, Michail Ivanovič

compositore russo (Novo-Spasskoe, Smolensk, 1804-Berlino 1857). La sua formazione musicale si compì in varie riprese, soprattutto da autodidatta. Studiò in patria e all'estero: Svizzera, Italia e Germania, dove ebbe lezioni da S. Dehn (1833-34). Al ritorno in patria, sotto lo stimolo dei circoli intellettuali di Pietroburgo e in particolare dell'amico Puškin, affrontò il compito di comporre un'opera nazionale russa. Scrisse così Una vita per lo zar, che fu rappresentata con successo a Pietroburgo nel 1836 . Ancora legata nell'impostazione all'opera italiana, essa recuperò e ricreò originalmente il folclore russo e lasciò largo spazio a una dimensione corale-popolare intesa secondo la cultura idealistica romantica. In tale prospettiva va collocato anche il gusto esotico e favolistico della seconda opera, Ruslan e Ludmilla (1842, dal poema di Puškin), nella cui esuberanza fantastica sono fortemente diminuite le componenti italianizzanti. Dopo l'insuccesso di questo lavoro Glinka lasciò la Russia: fu a Parigi (dove conobbe Berlioz), a Berlino e in Spagna, dove lo studio del folclore gli ispirò due importanti pagine orchestrali, Jota aragonesa (1845) e Souvenir d'une nuit d'été à Madrid (1848). Tra gli altri lavori più significativi si ricordano le musiche di scena per Il principe Cholmski (1841) e la fantasia orchestrale Kamarinskaja (1848).

Bibliografia

G. Gavazzeni, Mussorgski e la musica russa dell'Ottocento, Firenze, 1943; L. Pestalozza, La scuola nazionale russa, Milano, 1958; R. Tedeschi, Figli di Boris. L'opera russa da Glinka a Sostakovič, Torino, 1990.

Media

Michail Ivanovic Glinka.