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Gomułka, Władisław

uomo politico polacco (Krosno 1905-Varsavia 1982). Entrò nel 1926 nel Partito Comunista Polacco; dal 1942 contribuì all'organizzazione del Partito Operaio Polacco (clandestino) di cui divenne segretario nel 1943. Vicepresidente del governo provvisorio di Lublino dal 1945, nel 1948, accusato di “deviazionismo”, dovette dimettersi. Espulso dal partito nel 1951 e incarcerato, venne riabilitato nel 1956 e nell'ottobre divenne primo segretario del Comitato Centrale del partito. Durante i quattordici anni di governo impostò un programma politico, cercando una sorta di “via polacca al socialismo” con relativa autonomia di fronte all'URSS. La sospensione di ogni forma di collettivizzazione forzata, il tentativo di distensione con la Chiesa cattolica, gli scambi economici e culturali con l'Occidente, furono iniziative, controllate dall'alto, tipiche della politica di Gomułka che tuttavia, di fronte all'opposizione interna e al pericolo di contrasti con l'URSS, subì un processo di involuzione fino alle repressioni della primavera 1968 contro gli studenti e all'intervento in agosto accanto all'URSS nella crisi cecoslovacca. I moti operai di Stettino e delle province baltiche contro il carovita (dicembre 1970) segnarono il definitivo tramonto di Gomułka.

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