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Gortina

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Generalità

(greco Górtyna, Górtyns e Górtys; latino Gortȳna). Antica città della Grecia, nel settore centromeridionale dell'isola di Creta, al margine settentrionale della piana di Mesará, nei pressi dell'attuale centro di Hágioi Déka, 35 km a SSW di Candia.

Storia

Fondata in località abitata fin dall'età neolitica, poi minoica, la Gortina dorica è nota soprattutto dalle fonti epigrafiche che ne rivelano le leggi e la costituzione. La città fu coinvolta dal sec. IV al II a. C. in conflitti locali con le altre città dell'isola, in particolare con Cnosso (soprattutto nel sec. IV), Litto (nel sec. III), Cidonia e Rauco (nel sec. II). Alla fine del sec. III fu in guerra con Filippo V di Macedonia e gli Achei ed ebbe l'appoggio dell'Egitto; verso la metà del sec. II cercò invano contro Rodi l'aiuto degli Achei. Nel 67 a. C. fu conquistata da Metello e divenne capitale della provincia di Creta a cui fu più tardi aggiunta Cirene.

Archeologia

Gortina conobbe un momento di particolare splendore nel sec. VII a. C., divenendo uno dei centri artistici greci di maggiore importanza. A questo periodo risalgono il tempio arcaico dell'acropoli e il grande altare costruito sul pendio sottostante; presso l'altare gli scavi italiani hanno rimesso in luce un ricchissimo deposito votivo comprendente resti di sculture in pietra, statuette fittili di stile geometrico e dedalico, rilievi fittili di stile orientalizzante, vasi multipli (kérnoi) e figurati. Tra i resti della città bassa ancora visibili sono quelli del tempio arcaico di ApolloPizio, ricostruito in età ellenistica. All'età imperiale romana risalgono il teatro, l'anfiteatro, l'acquedotto, il pretorio, alcuni edifici termali e l'odèion, per la cui costruzione furono riadoperati i blocchi su cui è incisa in scrittura bustrofedica la celebre iscrizione di Gortina, codice di leggi cretesi scoperto da F. Halbherr nel 1884. Numerosi anche i monumenti paleocristiani e bizantini, come le fortificazioni dell'acropoli e la basilica di S. Tito.