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Gould, Elliott

nome d'arte dell'attore cinematografico statunitense E. Goldstein (Brooklyn, New York, 1938). Proveniente dal teatro musicale come partner di B. Streisand (di cui fu anche marito e manager) e di L. Minnelli, è stato negli anni Settanta tra gli interpreti favoriti del rinnovato cinema americano, recitando anche per Bergman in L'adultera (1971). Con Altman ha lavorato in M.A.S.H. (1970), Il lungo addio (1973), California poker (1974). Tra gli altri film si ricordano: L'impossibilità di essere normale (1970) di Richard Rush, Dài, muoviti (1971) di Stuart Rosemberg, Piccoli omicidi (1971) di Alan Arkin, Mani sporche sulla città (1973) di Peter Hyams, S.P.Y.S. (1974) di Irvin Kershner, Diabolico imbroglio (1980) di Alvin Rakoff. Sul finire degli anni Ottanta, Gould ha lavorato molto in Italia (I miei primi quarant'anni (1987) di C. Vanzina; Gioco al massacro (1989) di D. Damiani; Tolgo il disturbo (1989) di D. Risi; Scandalo segreto (1990) di Monica Vitti). Ha recitato in una piccola parte nel film Bugsy (1992) di B. Levinson, accanto a W. Beatty, arrivando alla nomination per gli Oscar. All'intensa carriera di attore internazionale vanno aggiunte le numerose produzioni televisive e altri film per il grande shermo tra i quali Johns (1996) di Scott Silver, Ocean's Eleven (2001), Ocean's 13 (2007) e Contagion (2011) tutti di S. Soderbergh.

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