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Gròtte

comune in provincia di Agrigento (21 km), 516 m s.m., 23,86 km², 6208 ab. (grottesi), patrono: santa Venera (14 novembre).

Centro situato alla sinistra del fiume Platani. Di origini incerte, occupa forse il sito dell'antica Erbessus, di cui si servirono i Romani nel corso dell'assedio ad Agrigento (262 a. C.). Notizie certe risalgono al sec. XIV, quando il feudo venne occupato dai Ventimiglia; successivamente passò ai Montaperto, ai Girgenti e ai La Grua Talamanca. § La chiesa del Carmine, ricostruita nel sec. XX, sorge su un'antica chiesa cinquecentesca ed è affiancata dal convento dei Padri Carmelitani (oggi sede del municipio). La chiesa madre (sec. XVIII) ha facciata riquadrata da lesene piatte e una loggia campanaria con balaustra. Il palazzo del duca di Talamanca risale alla metà del sec. XVIII. La parte alta dell'abitato è dominata da una torre di origine araba, ottagonale, con la successione dei piani sottolineata da cordonature e con bianchi conci di calcare agli spigoli. § L'agricoltura produce olive, mandorle e uva; è praticato l'allevamento (conigli, pollame e lumache).