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Gragnano

comune in provincia di Napoli (31 km), 141 m s.m., 14,29 km², 29.553 ab. (gragnanesi), patrono: san Sebastiano (20 gennaio).

Cittadina della Penisola Sorrentina, posta nella valle del rio Gragnano. Sorta in seguito alla distruzione di Stabia da parte di Silla (89 a. C.) e ripopolata dopo l'eruzione del Vesuvio (79), nel Medioevo fu soggetta ad Amalfi e, in seguito, a varie famiglie locali. Fu più volte devastata da alluvioni e terremoti (ultimo il sisma del 1980). § Nell'abitato è la chiesa del Corpus Domini (sec. XVI, rimaneggiata nel Settecento), che conserva una tela di Luca Giordano. In località Castello (raggiungibile attraverso la pittoresca “valle dei Mulini”, con resti di antichi edifici per la macina del grano) sono le rovine del castello medievale e la chiesa dell'Assunta (sec. XII), con campaniletto romanico e ampia scalinata. § Gragnano è rinomata per la produzione della pasta, che vanta un'antica tradizione. La sua economia si basa inoltre su piccole industrie operanti nei settori meccanico, oleario, della lavorazione del legno e dell'abbigliamento, e sull'agricoltura, che produce uva (vino penisola sorrentina DOC), olive, frutta e pomodori San Marzano DOP. Altre risorse provengono dallo sfruttamento dei boschi (legname, castagne, funghi e frutti del sottobosco) e dal turismo escursionistico. § Ogni due anni, a settembre, si svolge la Sagra dei Maccheroni.