Questo sito contribuisce alla audience di

Granada (città della Spagna)

Guarda l'indice

capoluogo della provincia omonima (comunità autonoma: Andalusia, Spagna), 662 m s.m., 237.818 ab. (2013).

Generalità

Situata sui primi contrafforti del versante NW della Sierra Nevada, presso la confluenza nel fiume Genil del fiume Darro, che attraversa l'abitato dividendolo in due parti. Sulla destra del fiume si trova la collina dell'Albaicín con la città vecchia che conserva tuttora il tipico aspetto arabo, con vie strette e tortuose, mentre ai piedi del colle si stende verso N la città nuova. Granada fu uno dei maggiori centri di diffusione della tecnica ceramica islamica in Europa, distinguendosi per la produzione di vasellame di terracotta invetriata e di azulejos. È sede di un'antica università fondata nel 1531 e passata ai Gesuiti nel sec. XVII. Nel 1984 l'Alhambra, il Generalife e l'antico quartiere di Albaicín sono stati inclusi nel patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Storia

Fondata, pare, dai Turduli, primitiva popolazione iberica, era già nota nel sec. V col nome di Elubirge e poi con quello di Iliberri o Illiberri (forse “città nuova”), sotto il quale fu municipio romano. Il posteriore nome di Granada, interpretato come un'allusione alla forma della città, eretta su tre colli e vista come una melagrana aperta (“granada”), sembra invece derivare dal nome di uno dei suoi quartieri, Garnata. Fu sede di uno dei primi vescovi cristiani di Spagna e del primo concilio tenuto nella penisola (300). I Visigoti ne fecero un centro militare. Nel 711 cadde in mano ai Mori e col nome di Medina Elvira fu capoluogo di una delle loro province. Nel sec. XI, alla caduta del califfato di Cordova, Zawi ben Ziri (della dinastia berbera degli Ziriti) ne fece la capitale di un regno autonomo. Appartenne quindi agli Almoravidi, agli Almohadi e dal 1231 alla dinastia dei colti e raffinati Nasridi, sotto i quali raggiunse il massimo splendore diventando uno dei principali centri letterari, scientifici e artistici della Penisola Iberica; nel 1349 vi venne fondata la prima università. Le discordie interne e soprattutto l'irresistibile avanzata della riconquista cristiana posero fine al regno moro, che capitolò nel 1492; Isabella di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona predilessero l'antica città e vollero esservi sepolti. Carlo V vi risiedette varie volte, la dotò di un'università (1526) e iniziò la costruzione di un palazzo entro la stessa Alhambra. Nel 1568 la ribellione dei Moriscos, soffocata nel sangue, privò Granada dei suoi abitanti più attivi, facendone una modesta cittadina di provincia. Centro dei moti liberali, durante il primo anno della guerra civile (1936-39) la città cadde in mano ai franchisti; la violenta rappresaglia che vi venne attuata colpì circa 4000 persone tra cui Federico García Lorca (1898-1936).

Arte

Numerosi sono i monumenti del periodo arabo, costruiti tra il sec. XI e il XIV, ma successivamente trasformati. L'Alhambra, la residenza reale fortificata situata in cima a un colle che domina la città, è il più importante e conosciuto. Si ricordano anche la Puerta de Elvira (porta principale della cinta, sec. XII), il Cuarto Real de San Domingo (torre di cinta con sala adorna di stucchi e azulejos, sec. XIII), il Generalife (residenza di campagna dei califfi arabi, sec. XIV), il quartiere Albaicín con i resti della moschea, il quartiere di Alcazaba Cadima. La cattedrale, eretta in stile rinascimentale da D. de Siloé nel 1523-43 e completata nel 1703, presenta 5 navate giustapposte a una rotonda a doppio ambulacro; all'interno fasci di colonne corinzie sorreggono volte mudéjar. Sul fianco destro si apre la cappella reale, eretta tra il 1505 e il 1521 da E. de Egas in forme plateresche, che accoglie le tombe di Ferdinando e Isabella eseguite dal fiorentino D. Fancelli; nella sacrestia è conservato fra l'altro un prezioso gruppo di dipinti primitivi olandesi (opere di Memling, D. Bouts, R. van der Weyden e Botticelli). Altri edifici rinascimentali di Granada sono le chiese di San Geronimo e di Sant'Anna, pure di D. de Siloé, l'ospedale di San Giovanni di Dio (iniziato nel 1552), il palazzo della Curia (1534), il Tribunale Supremo (1587). La sagrestia della Certosa, di L. de Arévalo e M. Vázquez (1727-64) è invece un tipico esempio dell'architettura tardobarocca spagnola, caratterizzata da uno sfrenato decorativismo. Il Museo Archeologico conserva materiale preistorico, iberico, classico, visigotico e musulmano. Nel Palazzo di Carlo V, imponente edificio cinquecentesco, hanno sede il Museo di Belle Arti, con dipinti di A. Cano, Juan de Sevilla e di altri artisti spagnoli, e il Museo Nazionale di Arte Ispano-musulmana, una raccolta di reperti d'arte moresca prodotta in Spagna. La città dispone anche di un Parco della Scienza, inaugurato nel 1995.

Economia

Tradizionale centro agricolo-commerciale, con un fiorente artigianato (lavorazione del cuoio, del ferro battuto, delle ceramiche e liuteria), la città si è arricchita, soprattutto negli ultimi decenni, di industrie alimentari, del tabacco, meccaniche ed edili. Tra le voci più importanti dell'economia è il turismo; tra le città spagnole, Granada è infatti una delle più frequentate. Aeroporto.

Curiosità e dintorni

Tra fine giugno e inizio luglio ha luogo il Festival internazionale di Musica e Danza, uno dei più importanti in Europa, con spettacoli nei giardini del Generalife e nei palazzi dell'Alhambra. A Fuente Vaqueros, a poca distanza dalla città, è il Museo-Casa natale di Federico García Lorca, che conserva manoscritti originali, documenti, pubblicazioni, una collezione di costumi teatrali e contributi di artisti spagnoli tra cui S. Dalí, P. Picasso e R. Alberti.