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Grant, Ulysses Simpson

generale e uomo politico statunitense (Point Pleasant, Ohio, 1822-Mount McGregor, New York, 1885). Accompagnò il generale Zachary Taylor nel Texas e partecipò alla marcia su Città di Messico con l'esercito del generale Winfield Scott distinguendosi più volte in battaglia. Nel 1854 si dimise per non dover affrontare un processo per ubriachezza, ma tornò al comando di un reggimento di volontari allo scoppio della guerra civile e attirò l'attenzione del presidente Lincoln e del Congresso con le vittorie a Fort Henry e Donelson, che lo fecero promuovere maggiore generale. Posto al comando di tutte le truppe dell'Unione dagli Allegheny al fiume Mississippi, dopo alcune campagne vittoriose fu nominato (1864) comandante degli eserciti dell'Unione. Aspramente criticato per le ingenti perdite provocate dalle sue campagne, ebbe tuttavia il merito di costringere il generale Robert E. Lee ad arrendersi ad Appomatox (9 aprile 1865). Segretario della Guerra ad interim, alla morte del presidente Lincoln fu candidato repubblicano alla presidenza. Eletto nel 1868 e nuovamente nel 1872, legato a politici e finanzieri compromessi in operazioni di dubbia legalità, fu coinvolto in una serie di scandali. Durante il suo mandato fu attuata una politica repressiva nei confronti degli Stati del Sud. In politica estera fu artefice di una distensione nei rapporti con la Gran Bretagna e della sistemazione delle questioni pendenti tra i due Paesi (maggio 1871); nel 1873 dovette affrontare l'inflazione. Fallito il suo progetto di presentarsi per una terza elezione, si ritirò a vita privata nel 1877 e scrisse i suoi Personal Memoirs (2 vol., 1885-86) per sopperire alle ristrettezze finanziarie in cui era venuto a trovarsi.