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Grasso Legnaiuòlo

novella del Quattrocento pervenutaci in diverse redazioni, la più ampia delle quali è attribuita ad A. Manetti, biografo di F. Brunelleschi. Narra una beffa consumata, sotto la sapiente regia del Brunelleschi, ai danni di un ingenuo legnaiuolo, cui viene fatto credere di essere diventato un altro. Pur rifacendosi al modello boccaccesco di Calandrino, la novella è originale per l'atmosfera strana e allucinata in cui si svolge e che le conferisce, a distanza di secoli, un sapore di modernità.