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Gravina in Pùglia

comune in provincia di Bari (56 km), 338 m s.m., 381,16 km², 44.124 ab. secondo una stima del 2007 (gravinesi), patrono: san Michele Arcangelo (29 settembre).

Cittadina delle Murge, posta sul ciglio di una profonda forra o gravina, da cui prende il nome. Vi ha sede l'Ente Parco del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, nel cui territorio è compreso. Di origine preistorica, fu centro peucetico (forse Sides o Sidion) e poi romano (Silvium). Distrutta dai Barbari, risorse nel sec. V con il nome di Civitas Gravinae e fu teatro delle dispute tra Longobardi e Bizantini. Possesso normanno (sec. XI-XII), passò poi agli Orsini (1420-1807). § Di grande interesse storico e artistico sono le chiese-grotte scavate nel fianco della gravina: la più importante è quella di San Michele, cattedrale del primitivo insediamento, con affreschi dei sec. X-XIV. Il duomo (sec. XI, riedificato nel XV) ha elegante facciata rinascimentale e soffitto ligneo intagliato e dipinto. Nella chiesa di Santa Sofia (sec. XV) si trova il monumento funebre di Angela Castriota Scanderbeg, attribuito alla scuola di Bartolome Ordoñez. La chiesa del Purgatorio (sec. XVII) è sepolcro funebre degli Orsini. La Fondazione “Pomarici Santomasi” ospita preziose raccolte archeologiche, una pinacoteca e una ricca biblioteca. Su un colle sorgono i resti del castello (sec. XIII) eretto da Federico II. § L'economia si basa sull'agricoltura, con cereali, olive, uva da vino (gravina DOC) e foraggi per l'allevamento bovino, e sull'industria, attiva nei settori alimentare, metalmeccanico, dell'arredamento, dell'abbigliamento e dei serramenti. Fiorente è la produzione artigianale di oggetti in terracotta, ferro battuto e paglia; una certa importanza ha il turismo culturale ed enogastronomico.