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Grazzini, Antòn Francésco, detto il Lasca

scrittore italiano (Firenze 1503-1584). Di temperamento estroso e bizzarro, esercitò la professione di speziale. Nel 1540 fu tra i fondatori dell'Accademia degli Umidi, il cui statuto prescriveva a ogni socio di assumere un soprannome che avesse attinenza con l'acqua, e si chiamò il Lasca, dal pesce omonimo. Insieme con L. Salviati fu poi uno dei fondatori dell'Accademia della Crusca. La sua opera maggiore sono le Cene, una raccolta di novelle, edite postume nel 1756. Il modello del Decameron è presente al Lasca sia nell'espediente della “cornice” sia nel rilievo dato al motivo della burla, reinterpretato con sensuale edonismo e con un estro caricaturale spinto fino al limite di una comicità surreale. Nelle commedie (La gelosia, La spiritata, La strega, La pinzochera, La Sibilla, I parentali e L'arzigogolo), Grazzini, che volle ma non seppe sottrarsi all'imitazione del teatro classicheggiante, riesce efficace solo nella divertita e sarcastica osservazione di un piccolo mondo cittadino.