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Grillparzer, Franz

scrittore austriaco (Vienna 1791-1872). Studiò diritto ed entrò nell'amministrazione pubblica, dove raggiunse il grado di consigliere di corte. Tra il 1818 e il 1823 fu drammaturgo del Burgtheater, entrando ben presto in conflitto con la censura. Fece viaggi in Italia, Grecia, Germania (dove conobbe Goethe, Tieck, Chamisso e Uhland) e frequentò, a Parigi, Börne e Heine. Afflitto da manie depressive, nel 1838, in seguito all'insuccesso di Weh dem, der lügt (Guai a chi mente, rinunciò a rendere pubblici i suoi lavori; ebbe un pluriennale legame amoroso che non si consolidò mai col matrimonio. È il maggior drammaturgo austriaco dell'età della Restaurazione e tra i maggiori di lingua tedesca. Nel suo teatro si compenetrano la scuola classica di Goethe e Schiller, la componente barocco-spagnola della cultura austriaca e la tradizione popolare viennese. Una profonda moralità, un altrettanto profondo pessimismo storico che gli fa scorgere un insanabile conflitto tra l'impulso del singolo alla passione o all'azione e l'immutabilità del reale (onde la colpevolezza sostanziale d'ogni passione e d'ogni intraprendere eroico), un senso acuto della bellezza e della morte gli ispirarono, dopo Die Ahnfrau (1817; L'ava) e la tragedia in giambiSappho (1818; Saffo), la trilogia Das goldene Vliess (1821; Il vello d'oro, dove grandeggia una Medea vitalissima e barbara, due drammi sulla storia asburgica, König Ottokars Glück und Ende (1823; Fortuna e rovina di re Ottocaro) e Ein treuer Diener seines Herrn (1828; Un fedele servo del suo padrone). Fiabeschi invece sono la tragedia di Ero e Leandro in Des Meeres und der Liebe Wellen (1831; Le onde del mare e dell'amore e lo splendido lavoro in versi dal titolo calderonianoDer Traum ein Leben (1834; Il sogno è una vita. Furono rappresentati postumi Die Jüdin von Toledo (1824-26; L'ebrea di Toledo), Ein Bruderzwist im Hause Habsburg (1848; Una contesa tra fratelli di casa d'Asburgo) e Libussa (1848). Con Der arme Spielmann (1847; Il povero suonatore) Grillparzer propose un classico della novellistica tedesca e un documento tra i più mordaci del tempo.

L. Vincenti, Grillparzer e i suoi drammi, Milano-Napoli, 1958; L. Zagari, in Studi di letteratura tedesca dell''800, Roma, 1965; J. Sovall (a cura di), Franz Grillparzer, l'homme et l'œuvre, Parigi, 1982.