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Grosséto (provincia)

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provincia della Toscana, 4504 km², 223.429 ab. (stima 2007), 49 ab./km², capoluogo: Grosseto. Comuni: 28. Sigla: GR.

Generalità

È la più vasta e la meno densamente abitata tra le province toscane e si estende nel settore meridionale della regione. Confina con le province di Livorno, Pisa, Siena e Viterbo. Al territorio provinciale appartengono le isole del Giglio, di Giannutri, l'Isola Rossa e le Formiche di Grosseto, che fanno parte dell'Arcipelago Toscano. Ha subito meno di altre zone della regione l'intervento dell'uomo e conserva ampi spazi poco antropizzati, specie nella Maremma.

Territorio

Il territorio, prevalentemente collinare, esteso dal medio corso del fiume Cornia alle pendici occidentali dei monti Volsini e al basso corso del fiume Fiora, è interessato da una serie di rilievi antiappenninici non molto alti, fra i quali Le Cornate (1060 m), il Monte Alto (797 m), il monte Civitella (1107 m) e l'apparato vulcanico del monte Amiata, il più elevato (1738 m), al confine con la provincia di Siena. Tra i gruppi collinari si aprono ampie vallate fertili e ben coltivate: la pianura più vasta è quella del fiume Ombrone, che corrisponde al settore settentrionale della Maremma, regione un tempo paludosa e malarica, oggi bonificata e assai fertile e produttiva. La costa presenta ampie falcature sabbiose, delimitate dai promontori di punta Ala e dell'Argentario e dal delta dell'Ombrone. I corsi d'acqua, caratterizzati da portata molto variabile, tributano tutti al mar Tirreno: i principali sono l'Ombrone, il Bruna, e l'Albegna. Il regime prevalentemente torrentizio dei fiumi e il dissesto geomorfologico di alcune aree del territorio provinciale sono all'origine del rischio di frane e inondazioni, mentre la zona del monte Amiata e delle Colline Metallifere è a rischio sismico. Appartengono alla provincia di Grosseto, oltre a una parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, con le isole di Giannutri e del Giglio, il Parco Regionale della Maremma, con i monti dell'Uccellina, e numerose riserve naturali e aree protette. Il clima presenta caratteri marittimi nella fascia costiera e nelle maggiori vallate aperte verso il mare, semicontinentali sui rilievi dell'interno, dove aumentano le escursioni termiche stagionali e anche le precipitazioni; queste sono generalmente più copiose nei mesi primaverili e in quelli autunnali. La provincia di Grosseto ha conosciuto forti movimenti migratori nel corso del Novecento verso le aree più economicamente sviluppate del Paese e, al suo interno, dalle zone rurali verso i centri più evoluti, e anche verso la costa via via che veniva bonificata e valorizzata anche da un punto di vista turistico. La seconda tendenza permane, sia pur attenuata, mentre la prima si è ormai quasi arrestata, anche se il bilancio demografico della provincia rimane negativo, soprattutto a causa del notevole calo della natalità. La città di Grosseto svolge il ruolo di centro di servizi per l'intera provincia, la quale però si presenta poco polarizzata, principalmente a causa della sua ampiezza, della sua conformazione montuosa e dell'attività agricola latifondista e di sussistenza che ha a lungo prevalso e che ha piuttosto favorito la nascita di centri di servizi minori con una limitata area d'attrazione. Oltre al capoluogo, le cittadine principali sono Follonica, Orbetello, Monte Argentario, ubicati lungo la costa, verso la quale si è spostato il baricentro demografico della provincia, e Massa Marittima e Roccastrada, nella zona interna. La più importante arteria stradale è rappresentata dalla SS 1 Aurelia, che si inoltra nel territorio raggiungendo il capoluogo e collegandolo, verso N, con le località della fascia tirrenica e ligure, e, verso S, con Roma. A Grosseto si innesta nell'Aurelia la SS 223, che conduce a Siena. La provincia è attraversata dalla linea ferroviaria che collega Torino a Roma, via Genova, alla quale si uniscono dei rami minori. Nelle vicinanze di Grosseto è stata allestita un'attrezzata stazione aeroportuale per voli charter.

Economia

L'economia grossetana è ancora basata in larga misura sull'agricoltura, che ha cambiato volto con le bonifiche concluse all'inizio del Novecento e con la riforma fondiaria promossa dall'Ente Maremma negli anni Cinquanta, che ha parcellizzato i grandi latifondi. Le colture più diffuse sono il grano, l'olivo e la vite – sia in coltura specializzata sia promiscua – e i foraggi, che hanno avuto un forte incremento con l'intensificarsi dell'allevamento. Quest'ultima attività, grazie a un processo di riqualificazione, ha realizzato un consistente aumento dei capi bovini, soprattutto da carne, mentre nel settore equino va puntando in special modo sulla qualità dei capi da destinare all'uso sportivo. Notevole importanza ha la pesca, praticata da un'attrezzata flottiglia di pescherecci che fanno capo a Porto Santo Stefano, Porto Ercole, Castiglione della Pescaia e Orbetello. La provincia di Grosseto, inoltre, è una delle più importanti d'Italia per le risorse del sottosuolo; sono attive e sfruttate le miniere di gesso e di sabbie silicee (Roccastrada), di minerali ferrosi (Massa Marittima), di caolino e antimonio (Civitella Paganico), di marmo (Manciano, isola del Giglio) e di farina fossile (Pitigliano, Santa Fiora). I soffioni boraciferi di Monterotondo Marittimo sono sfruttati per la produzione di energia geotermica. L'industria è presente con vari impianti che operano principalmente nei settori alimentare e metalmeccanico. Il turismo balneare, sviluppatosi più tardi rispetto a quello delle altre province del litorale toscano, conta su frequentate località, come Follonica, Castiglione della Pescaia, Marina di Grosseto, Punta Ala, Monte Argentario e Capalbio, mentre quello invernale ha il suo centro principale a Castel del Piano. In crescita il turismo naturalistico e agrituristico (Magliano in Toscana, Scansano, Scarlino, Sorano).