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Grosz, George

pittore, incisore, grafico tedesco (Berlino 1893-1959). Studiò all'Accademia di Dresda e Berlino; un soggiorno a Parigi nel 1913 gli rivelò le più vitali correnti dell'arte contemporanea. Il periodo tra il 1914 e il 1917, in cui prestò servizio di leva, contribuì ad alimentare quella carica reattiva antimilitarista, antiborghese, anticapitalista, che aveva caratterizzato le sue vignette satiriche nel periodo di collaborazione con alcuni giornali berlinesi e che sarebbe divenuta una costante della sua attività. Il suo linguaggio figurativo, che adotta il montaggio cubista, la scomposizione futurista, la deformazione espressionista, raggiunse vertici di aggressiva e grottesca incisività (Metropolis, 1917, New York, Museum of Modern Art; Le colonne della società, 1926, Berlino, Staatliche Museen) mentre veniva chiarendosi un preciso impegno politico confermato dalla sua attività all'interno del dada berlinese e del Novembergruppe. L'adesione alla Nuova Oggettività segnò l'inizio di un'evoluzione verso forme più contenute e monumentali. All'avvento del nazionalsocialismo (1933) si rifugiò in America, dove fu animatore di una corrente realistica; a Berlino fece ritorno soltanto nel dopoguerra. Con il progressivo attenuarsi di ogni stimolo polemico, l'opera di Grosz assunse toni di un fantastico romanticismo attenuato da una vena di sottile ironia. "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 9 pp 279-280" "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 9 pp 279-280"

F. Ballo, Grosz, Milano, 1946; Becheru, George Grosz. Deutschland über Alles, Roma, 1963; L. Lang, George Grosz, Berlino, 1966; S. Sabarsky, George Grosz. Gli anni di Berlino, Milano, 1985.