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Guàrdia Piemontése

comune in provincia di Cosenza (68 km), 515 m s.m., 17,97 km², 1525 ab. (guardioli), patrono: santa Maria Goretti (6-8 luglio) e sant’ Andrea (30 novembre).

Centro posto sul versante occidentale della Catena Costiera. Fondato nel sec. XIII da profughi piemontesi di religione valdese e di dialetto provenzale, fu all'inizio chiamato Guardia Lombarda (lombardo significava allora “settentrionale”). In seguito a un tentativo di predicazione della loro fede tra i cattolici, nel 1560 i valdesi furono sterminati per ordine del cardinale Antonio Ghislieri (il futuro papa Pio V); i sopravvissuti vennero convertiti a forza al cattolicesimo, ma conservarono dialetto e costumi che tuttora fanno del paese un raro esempio di isola linguistica e culturale. Seguendo le vicende storiche del casale di Fuscaldo, di cui fece parte, il borgo appartenne a diverse famiglie, tra cui gli Spinelli. § Il nucleo storico, caratterizzato da vie strettissime, è circondato dai resti della cinta muraria, con postierle e porte, di cui una chiamata “porta del sangue” in memoria della strage del 1560. La parrocchiale di Sant'Andrea conserva un coro intagliato del sec. XVIII. Nel paese è il centro di documentazione “Giovan Luigi Pascale”, dedicato alla cultura valdese. § L'agricoltura (olive, uva da vino, frutta e fichi) è affiancata dal turismo balneare (a Guardia Piemontese Marina). Altre risorse economiche provengono dall'attività delle Terme Luigiane, dal nome di Luigi di Borbone conte dell'Aquila, sotto il cui patrocinio conobbero un notevole sviluppo; le terme sono alimentate dalle acque sulfuree salsobromoiodiche di cinque sorgenti.