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Guardabosóne

comune in provincia di Vercelli (52 km), 479 m s.m., 6,81 km², 339 ab. (guardabosonesi), patrono: sant’ Agata (5 febbraio).

Centro posto sulle colline tra la valle Sessera e la Valsesia, sul versante sinistro della valle del torrente Strona. Appartenne ai vescovi di Vercelli e poi, compreso nel feudo di Crevacuore, fu possesso di signori locali. Sul finire del sec. XIV fu dato ad Antonio Fieschi, ai cui discendenti rimase fino al sec. XVIII. Nel 1576 fu assegnato ai Ferrero. § Un tempo attiva località di intagliatori e scultori, Guardabosone conserva testimonianze di quest'arte nel secentesco oratorio della Madonna del Carretto (edicola, paliotto e porta principale) e nella parrocchiale di Sant'Agata (altari, mobili di sagrestia e cassa del battistero). Il Museo di Scienze Naturali raccoglie fossili e minerali dal Paleozoico al Neozoico. Su un'area collinare di notevoli dimensioni è un Orto Botanico di recente fondazione. § L'economia si basa sull'agricoltura (frutta, frutti del sottobosco, ortaggi e foraggi) e sull'industria alimentare e cartaria (carta da stampa). Si pratica l'allevamento bovino.