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Guardavalle

comune in provincia di Catanzaro (70 km), 225 m s.m., 60,42 km², 5315 ab. (guardavallesi), patrono: sant’ Agazio di Bisanzio (7 maggio).

Centro del versante ionico delle Serre, posto alle falde orientali del monte Pecoraro. Sembra che il primo nucleo del borgo sia sorto nel sec. IX, quando i Bizantini per difendersi dalle incursioni saracene eressero nella zona numerose torri di avvistamento (ben dodici a Guardavalle). Fece parte del feudo di Stilo e ne seguì le vicende. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1783. § In un antico rione di Guardavalle si trovano i ruderi della torre Toscano, esempio di dimora signorile fortificata del sec. XVI. Delle dodici torri di vedetta ne restano due, trasformate in abitazione. Il periodo barocco ha lasciato numerose tracce nell'edilizia civile e religiosa dell'abitato: la porta e le finestre orlate in granito della casa Sirleto (sec. XVII); i portali in pietra locale di casa Spedalieri (sec. XVIII) e delle chiese secentesche di Santa Caterina e del Carmine; le arcate in granito di ciò che resta della chiesa di San Carlo Borromeo (sec. XVII); il portale maggiore (sec. XVIII), in granito, e il portale laterale del 1603 della chiesa madre di Sant'Agazio. Quest'ultima, dalla facciata neoclassica, custodisce un altare maggiore opera di artisti serresi (sec. XVIII), una tela (Madonna del Rosario con Misteri, 1713) di Tommaso Martini da Bivongi, un crocifisso ligneo (sec. XVII) e una pianeta con decorazioni in oro (sec. XVIII). § L'agricoltura produce frutta (soprattutto agrumi), cereali, ortaggi olive e uva da vino (bivongi DOC). Sono sviluppati l'allevamento bovino e caprino e le attività di sfruttamento dei boschi di faggio (legname e funghi). L'industria è presente, con piccole aziende, nei settori alimentare (mulini e frantoi), degli infissi e della lavorazione del legno (mobili). L'artigianato locale crea ancora tessuti in lana e cotone, con l'uso dell'antico telaio manuale.