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Guayana

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Generalità

Regione dell'America Meridionale limitata dall'Orinoco, dal Casiquiare, dal Río Negro e dal Rio delle Amazzoni e affacciata a N e a E sull'Oceano Atlantico. È politicamente divisa tra gli Stati di Venezuela, Brasile, Guyana, Suriname e la Guayana Francese.

Storia

Avvistata da Colombo nel 1498, fu poi esplorata dagli Spagnoli e più tardi dai Portoghesi che non riuscirono a stabilirvi basi durature. Alla fine del sec. XVI e nel sec. XVII fu percorsa da conquistatori (tra cui W. Raleigh) che cercavano il leggendario El Dorado. Falliti gli intenti colonizzatori degli Spagnoli, che nel 1579 fondarono Santo Tomás e che dovettero limitarsi alla zona intorno all'Orinoco, Olandesi, Francesi e Inglesi tentarono di inserirsi in questo territorio. Stabiliti sulla zona costiera tra il Demerara e l'Essequibo, gli Olandesi, dopo la fondazione nel 1621 della Compagnia Olandese delle Indie, iniziarono l'esplorazione del territorio. La colonizzazione del Paese da parte dei Francesi ebbe inizio nel 1604 e proseguì attraverso diverse spedizioni e la creazione di varie compagnie commerciali finché nel 1674 la colonia passò alla corona. I tentativi degli Inglesi furono sempre avversati dagli Olandesi, che nel sec. XVIII ampliarono il loro dominio, mentre i primi riuscirono ad ottenere qualche risultato solo nel sec. XIX. La regione nel suo complesso seguì le sorti degli Stati europei che se la contendevano: alcune zone passarono ora all'una ora all'altra potenza in seguito a diversi conflitti e trattati, finché il Congresso di Vienna nel 1815 divise definitivamente la Guayana tra Inghilterra, Francia e Olanda.

Letteratura

La letteratura guayanense porta il marchio della razza africana, che rappresenta la maggioranza della popolazione e le ha dato i suoi migliori esponenti. Nel corso dei secoli, gli afro-americani hanno subito un doppio processo: da una parte il tentativo di mantenere e rivitalizzare un passato perduto; dall'altra l'acculturazione, cioè l'adattamento al nuovo ambiente. Ne è nato dapprima un doppio folclore: uno di pretta tradizione africana e un altro che, pur restando nero, rivela l'adeguamento delle popolazioni di colore alla nuova realtà sociale. Nelle élite intellettuali della borghesia afroamericana, il ritorno al passato africano, successivo alla fase dell'occidentalizzazione, si presenta come una reazione al mondo dei bianchi, ma prende anche l'aspetto di una fuga da una realtà quotidiana troppo meschina e periferica. Non si tratta infatti di una solidarietà con la cultura afro popolare, ma piuttosto di un ritorno a un'Africa mitica, che provoca, nel sec. XX, una letteratura di “esiliati”, una tensione drammatica, liricamente espressa in versi spezzati, violenti di rivolta e di dolorosa nostalgia. È il caso del grande poeta Léon G. Damas (1912-1978), uno dei creatori del movimento della Négritude, che ha espresso, nei suoi versi fortemente ritmati, il rifiuto della civiltà occidentale e il bisogno di superare l'esotismo di maniera verso la ricerca di un'autentica personalità africana. Tale ricerca sfocia in un'angoscia desolata nella poesia di Serge Patient (n. 1934), che si scopre doppiamente esiliato nella sua terra “naufragata ai margini della storia” e nei confronti di un'Africa nella quale non può riconoscersi. Superando tale dissidio, il narratore Bertène Juminer (n. 1927) si sente solidale con il proprio Paese, di cui analizza acutamente le tare sociali, senza però tradire quel realismo poetico tipico degli scrittori caribici. Nella produzione letteraria, si segnalano inoltre le opere teatrali e le raccolte liriche del poeta ermetico Elie Stéphenson (n. 1944), il cui intimismo cede talvolta il passo alla rivendicazione rivoluzionaria. Quanto alla Guyana ex britannica, essa ha dato ottimi romanzieri, che esprimono un compromesso fra due culture, da E. Mittelholzer, che sa fondere alla perfezione misticismo e humour, a Wilson Harris (n. 1921), romanziere e poeta, che rivela, in una visione cosmica, la solitudine dell'uomo e i suoi rapporti con la natura, il mito e Dio. Notevole la maestria tecnica, dalla prosa limpida e sicura del romanziere e saggista E. R. Braithwaite (n. 1930) al linguaggio nervoso dello scrittore e pittore Dennis Williams che constata, malgrado un lungo soggiorno in Africa, la difficoltà di identificarsi con la cultura del continente nero. Tema corrente, la ricerca di una identità africana appare anche nella poesia di Ivan G. Van Sertima e nell'opera narrativa del critico letterario O. R. Dathorne, che tuttavia risolve il dilemma in chiave umoristica. Buon romanziere anche Martin Carter. Espressione della cultura guayanense e caribica negli anni Cinquanta-Sessanta è stata la rivista Kykover-Al, pubblicata a Georgetown e diretta da A. J. Seymour (n. 1914). La letteratura degli anni Ottanta rivela una maggior attenzione alle tensioni socio-politiche (nei romanzi di H. Bascom, B. Gilbroy, Jan Carew, J. Shinbourne) o ripercorre le vie della storia, con Roy Heath. Da segnalare ancora i romanzi e le liriche di M. Roopall, D. Dabydeen e C. Dabydeen, che descrivono in lingua indo-guayanese un mondo vivido di immagini e ritmi.

Archeologia e arte

Nelle regioni centrali, nei tumuli di conchiglie della costa e nelle caverne ipogee di Cunaní sono stati trovati vasi antropomorfi, figurine e teste grottesche. Nell'interno, in corrispondenza delle cateratte dei fiumi, si trovano petroglifi e pitture rupestri che rappresentano figure antropo-zoomorfe e motivi geometrici. Gli odierni indigeni della Guayana eccellono nell'arte plumaria (collane, copricapi, diademi) e nell'intreccio. Notevoli i lavori in conterie e quelli (grembiuli, collane e bracciali) in grani di quarzo, diorite, conchiglia, perline di vetro, semi. Gli Aruachi della costa producono per il mercato turistico vasi zoomorfi dipinti in bianco, rosso e nero. Da ricordare infine l'arte dei Bush Negroes, che eseguono notevoli sculture a bassorilievo, con alcune parti a traforo, decorate con borchie di ottone e tratteggi; tipici i timbeh o “pegni di amore”, finemente scolpiti. Caratteristici i recipienti di zucca, incisi all'esterno dagli uomini e decorati all'interno dalle donne.

Per la geografia

J. Crévaux, Voyage d'exploration dans l'intérieur des Guyanes, Parigi, 1879; O. Schmieder, Länderkunde Südamerikas, Lipsia, 1932; E. W. Shanahan, South America, Londra, 1963; R. Riccardi, L'America Meridionale, Roma, 1966; G. H. Beazley, S. Andrew, South America: a Regional Geography, Londra, 1986.

Per la letteratura

A. Viatte, Histoire littéraire de l'Amerique française, Parigi, 1954; G. Chevreuil, G. e A. Rouch, Littératures nationales d'écriture française, Parigi, 1986; G. Numa, Antilles, Guyane, Parigi, 1986.