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Guerrazzi, Francésco Doménico

scrittore e patriota italiano (Livorno 1804-Cecina 1873). Dopo un'intensa attività pubblicistica che gli procurò per due volte l'arresto della polizia granducale come personaggio sospettato di tendenze rivoluzionarie, esercitò un ruolo di primo piano durante i moti in Toscana del 1848-49. Eletto deputato e poi ministro degli Interni (27 ottobre 1848), dopo la fuga del granduca formò con Montanelli e G. Mazzoni un governo provvisorio (8 febbraio 1849) di cui divenne dittatore col titolo di capo del potere esecutivo (27 marzo 1849). Sorpreso dall'insurrezione del 12 aprile 1849, all'avvento della restaurazione fu arrestato e processato (1853) dopo quattro anni di carcere. Condannato all'esilio, si rifugiò in Corsica e a Genova. Eletto deputato per la sinistra estrema nel 1861, conservò il mandato sino al 1870. L'opera letteraria di Guerrazzi esprime al meglio la sua tempra battagliera e polemica. Nei suoi numerosi romanzi storici (La battaglia di Benevento, 1827; L'assedio di Firenze, 1836; La duchessa di San Giuliano, 1838, poi intitolato Veronica Cybo; Isabella Orsini, duchessa di Bracciano, 1844; Beatrice Cenci, 1853; La torre di Nonza, 1857; Pasquale Paoli, 1860; ecc.) riversò, attraverso la rievocazione dei fatti, che sono quelli minori della storia italiana, il suo acceso patriottismo permeandolo dell'enfasi byroniana e dei toni foschi del romanzo “nero” inglese. Su un piano umoristico, con spunti satirici, si collocano i racconti La serpicina (1847) e I nuovi Tartufi (1847), i romanzi L'asino (1857) e Il buco nel muro (1862). Completano la figura dell'uomo e dello scrittore le belle pagine delle Memorie (1848) e delle Lettere (raccolte da Carducci, 1882) e il romanzo Il secolo che muore (postumo, 1885).

M. Constable, Evoluzione stilistica della prosa di Francesco Domenico Guerrazzi, in “Lingua nostra”, XXVII, Firenze, 1966; G. Rosa, Il romanzo melodrammatico, Firenze, 1990.

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Francesco Domenico Guerrazzi