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Gullberg, Hjalmar

poeta svedese (Malmö 1898-Bökeberg, Skåne, 1961). Direttore della sezione teatrale della radio svedese, fu abile traduttore di Euripide, Sofocle, Aristofane (quest'ultimo in collaborazione con Ivar Harrie) e, tra i moderni, di García Lorca e della Mistral. Interprete dello spiritualismo moderno, ha espresso l'angoscia esistenziale, comune a molti artisti scandinavi, con una sorta di lirico misticismo. Tra le raccolte di poesie, che si ammirano anche per il raffinato virtuosismo linguistico: In una città straniera (1927), Esercizi spirituali (1932), Amore nel ventesimo secolo (1933), Superare il mondo (1937), Cinque pani e due pesci (1942), Maschera di morte e l'Eden (1952), Occhi, labbra (1959).