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Habermas, Jürgen

filosofo e sociologo tedesco (Düsseldorf 1929). Allievo di Th. Adorno e M. Horkheimer presso l'Istituto per la ricerca sociale di Francoforte, accademico a Heidelberg e Francoforte e a lungo condirettore del prestigioso Istituto Max Planck, ha sviluppato, non senza originali contributi, le premesse teoriche della cosiddetta teoria critica francofortese. Nella sua vasta produzione scientifica, il tradizionale impianto filosofico è costantemente fatto reagire con l'osservazione empirica dei fenomeni sociali. Centrale è la preoccupazione di Habermas per il declino di quella sfera pubblica, intesa come partecipazione degli individui e dei gruppi alle grandi scelte collettive, che, nelle società del capitalismo maturo, gli sembra lasciare il posto a una sottile e diffusa manipolazione dei valori e delle coscienze. Di qui un interesse particolare per la funzione assolta dal linguaggio e dalla comunicazione nelle complesse relazioni sociali della modernità. La sua teoria dell'agire comunicativo si pone come occasione di emancipazione politica e intellettuale della razionalità: una razionalità discorsiva capace di contrapporsi al dominio della tecnologia. Fra le sue opere: Strukturwandel der Öffentlichkeit (1962; trad. it. Storia e critica dell’opinione pubblica), Theorie und Praxis. Sozialphilosophische Studien (1963; Teoria e prassi. Studi sociofilosofici), Erkenntnis und Interesse (1968; Conoscenza e interesse), Technik und Wissenschaft als Ideologie (1968; trad. it. Teoria e prassi della società tecnologica), Die Legitimationsprobleme im Spätkapitalismus (1973; trad. it. La crisi della razionalità nel capitalismo maturo), Theorie des Kommunikativen Handelns (1981; Teoria dell'agire comunicativo), Der philosophische Diskurs der Moderne (1985; Il discorso filosofico della modernità), Das Erbe Hegels (1988; L'eredità di Hegel), scritto in collaborazione con H.G. Gadamer e Faktizität und Geltung (1992; Effetto e validità). Successivamente, ove si escludano titoli assai specifici, quali Die Nachholende Revolution (1990; La rivoluzione in corso), dedicato agli avvenimenti del 1989, e lo studio Sociologie et théorie du langage: Christian Gauss Lectures, 1970-1971 (1995; Sociologia e teoria del linguaggio), Habermas, professore alla Goethe Universität di Francoforte, si è impegnato soprattutto su due nuclei teorici. Il primo, riprende l'etica del discorso e più in generale la teoria dell'agire comunicativo per distinguere il “bene”, riferito all'individualità del soggetto, dal “giusto”, inteso come ciò su cui tutti debbono ragionevolmente convenire e, dunque, riferito al diritto; ne è un esempio Moralbewusstsein und Kommunikatives Handeln (1983; trad. it. Etica del discorso). Il giusto consiste nella ricerca di un punto di incontro tra mondo dei valori e mondo dei fatti, in specie a proposito dell'idea di giustizia che Habermas trasferisce dal campo etico a quello politico e istituzionale, trovando nella regolamentazione giuridica ovvero nel normativismo giuridico di Rawls le ragioni per immaginare che il diritto (la giustizia) divenga l'unico punto di mediazione, possibile e reale, tra la teoria dei diritti civili e la teoria della democrazia; ne sono un esempio Faktizität und Geltung: Beiträge zur Diskurstheorie des Rechts und des demokratischen Rechtsstaats (1992; Effetto e validità: contributi sulla teoria discorsiva del diritto e dello stato di diritto democratico) e Morale, diritto, politica (1992). Infine sono da segnalare Nachmetaphysisches Denken: Philosophische Aufsätze (1988; trad. it. Il pensiero postmetafisico), in cui Habermas si pronuncia contro i ricorrenti ritorni alla metafisica, e Texte und Kontexte (1992; trad. it. Testi filosofici e contesti storici), nel quale da storico della filosofia delinea le figure di Peirce, Husserl, Heidegger, Wittgenstein, Simmel e altri. Nel 1998 sono usciti in italiano: L’inclusione dell’altro, traduzione di Die Einbeziehung des Anderen, una raccolta di saggi politici che si interrogano sui contrasti multiculturali nelle società pluralistiche e sul superamento dello Stato-nazione verso forme post-nazionali di socializzazione; Multiculturalismo. Lotte per il riconoscimento, una riflessione sulle differenze culturali inserita nel dibattito politico americano, che contiene la traduzione italiana di Kampf um Anerkennung im Demokratischen Rechtsstaat di Habermas e The Politics of Recognition di Ch. Taylor e, infine, La nuova oscurità: crisi dello Stato sociale ed esaurimento delle utopie, traduzione di Die Neue Unubersichtlichkeit. Del 1999 è La costellazione postnazionale, tre saggi sulla sfida posta dalla globalizzazione economica alla democrazia: i primi due sono tratti dal volume Die postnationale Konstellation e il terzo è un testo inedito. Nel 2002 ha pubblicato Il futuro della natura umana, in cui il filosofo si confronta con le nuove discipline scientifiche di frontiera come l'ingegneria genetica e le biotecnologie, nel 2004, Der gespaltene Westen (L'Occidente diviso) raccolta di articoli, saggi e conferenze, e nel 2006 Tra scienza e fede.

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