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Haller, Albrecht von-

fisiologo e poeta svizzero (Berna 1708-1777). Allievo a Leida di H. Boerhaave, si dedicò a studi botanici e anatomici. Nel 1747 pubblicò Primae lineae physiologiae e nel 1766 completò la pubblicazione degli Elementa physiologiae corporis humani, che rimasero a lungo un classico nell'insegnamento della medicina. Studiò le funzioni degli organi mediante la sperimentazione e la vivisezione e dimostrò che gli organi presentano un'attività propria e autonoma rispetto al cervello o al principio immateriale dell'anima sostenuto da G. E. Stahl (De functionibus corporis humani praecipuarum partium, postumo, 1778). Formulò la dottrina dell'irritabilità, intesa come la capacità di contrazione del muscolo di fronte allo stimolo, alla quale si affianca la sensibilità connessa allo stimolo nervoso. Tale concezione apparve adatta a una spiegazione meccanica unificatrice dei fenomeni vitali ed esercitò per lungo tempo una fortissima influenza in medicina. Per l'acutezza e vasta rielaborazione del sapere fisiologico a lui precedente e la precisa interpretazione delle sistematiche ricerche sperimentali, condotte in vivo, viene considerato il padre della moderna fisiologia. Il suo poema Die Alpen (1732; Le Alpi) è un grandioso esempio della visione illuministica della natura celebrata per la sua purezza e semplicità nei confronti della corruzione cittadina. Influenzò, con l'intima profondità delle sue odi elegiache, la lirica del tempo fino a Klopstock compreso. Scrisse inoltre romanzi sul dibattuto problema dell'esercizio del potere e diari, tra cui Usong (1771).

H. Buess, Albrecht von Haller and His Elementa Physiologiae as the Beginning of Pathological Physiology, in Medical History, 1959; G. Tonelli, Poesia e pensiero in Albrecht von Haller, Torino, 1961; C. Siegrist, Albrecht von Haller, Stoccarda, 1967; M. T. Monti, Congettura ed esperienza nella fisiologia di Haller, Firenze, 1990.